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Questo articolo è stato pubblicato il 12 maggio 2011 alle ore 11:09.
Le elezioni a Varese. Una zona franca per rilanciare l'economia?
Varese come Livigno, zona franca doganale per fare ripartire l'economia. Un'idea che non suona del tutto nuova – nel Verbano Cusio Ossola il Consiglio provinciale ha da tempo approvato la proposta all'unanimità – ma che ieri sera, sul palco del teatro Apollonio, è sembrato il progetto più provocatorio, dopo le polemiche anti-frontalieri dei vicini elvetici guidati dalla Lega ticinese di Giuliano Bignasca.
A poche ore dalle urne, l'appuntamento clou della campagna elettorale varesina è stato organizzato dal quotidiano online Varesenews, che ha invitato il sindaco uscente Attilio Fontana (sostenuto da Lega e Pdl) e i nove sfidanti (Luisa Oprandi - Pd, Idv e Sel, Mauro Morello – Udc, Pri e Fli, Alessio Nicoletti – Movimento libero, Carlo Scardeoni – Fds, Francesco Cammarata – Movimento 5 stelle, Mauro della Porta Raffo – La Varese che vorrei e Pensionati, Raffaella Greco – Unione italiana, Egidio Castelli – Fronte Indipendentista Lombardia, e Flavio Ibba – Adc e Dc) a rispondere alle domande preparate dai direttori delle testate varesine.
La proposta di realizzare una duty free area per Varese arriva da Donatella Greco, titolare di un'agenzia di assicurazioni e aspirante sindaco per l'Unione Italiana (partito di orientamento liberal formato da delusi del Pdl) che ne ha fatto il suo cavallo di battaglia in questa tornata elettorale. «Bisogna tornare a fare girare l'economia. Creare un'area defiscalizzata favorisce imprese e commercio, rilanciando anche il turismo e la ripresa locale», ha spiegato l'imprenditrice. La zona extradoganale, un territorio circoscritto sgravato da Iva e da altre imposte e accise sui beni in vendita, è una proposta che ricorre nel dibattito, se ne è parlato per Milano e recentemente è stata evocata anche da Berlusconi per Lampedusa.
A Varese però, area di confine con il Canton Ticino che "subisce" le agevolazioni fiscali per le imprese previste dal programma elvetico Copernico, la questione può non essere secondaria, soprattutto dopo le minacce di ritorsione del leader della Lega d'oltrefrontiera. «Insieme al taglio delle municipalizzate è il progetto più importante del mio programma», conferma il secondo alfiere della zona franca, Egidio Castelli, transfuga leghista da lunga data e candidato del Fronte Indipendentista Lombardia, che insieme alla Greco sostiene la battaglia.
Se però l'incontro all'Apollonio era partito con una scoppiettante nota folcloristica, la claque del candidato del centrosinistra, Luisa Oprandi, che ostentava i cartelli "mi sono lavato" in riferimento all'uscita del premier sui leader della sinistra che non si lavano, l'atteso scontro tra il sindaco uscente Attilio Fontana e l'ex alleato udc Mauro Morello ora candidato per Fli non c'è stato. Il dibattito, di fronte a una magra platea, è stato poco animato e un po' noioso, scivolato per gran parte del tempo lungo i binari delle buone intenzioni su scuola, cultura, bilancio e grandi progetti. Nessun affondo sui temi più scottanti, come ad esempio la delibera di risorse per il progetto di unificazione delle due stazioni ferroviarie.
Se le scintille tra candidati misurano la temperatura dell'incertezza elettorale, a Varese la grande soirée del confronto tra i dieci candidati alla poltrona di primo cittadino ha dato l'impressione di una sfida poco sentita dalla città. Resta il dubbio: il disinteresse di chi ha già deciso o quello di chi non crede?
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