Il Sole 24 Ore
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Cei: unità d'Italia indiscutibile Dall'8 per mille 1,2 miliardi

Carlo Marroni



CITTÀ DEL VATICANO
«Non finiremo mai di ribadire che l'unità nazionale è un valore imprescindibile e una conquista irrinunciabile». Al termine della 63esima Assemblea annuale della Cei, il presidente Angelo Bagnasco ha voluto ribadire la posizione dei vescovi, specie in un momento in cui – complice il clima del voto amministrativo – si sono registrate nel dibattuto politico nuove contrapposizioni. Specie sull'ipotesi di spostamento di alcuni ministeri a Milano: «Non finiremo mai di ribadire – ha detto il cardinale nella conferenza stampa al termine dei lavori – il valore dell'unità nazionale: guai a perdere questo senso. Non è solo un'unità politica e gestionale, ma è qualcosa che nasce da un senso profondo di appartenenza ad un unico popolo». Questo «deve essere il filo conduttore della possibilità di un popolo di dare un'anima allo Stato: l'anima sono i valori spirituali e morali».
Sullo sfondo il tema dei credenti in politica, che la Chiesa vuole formare sul territorio: «Si legge che i cattolici in politica sono allo sbando ma questo non è vero perché anche se non c'è un partito unitario c'è un terreno unitario, che sono i valori irrinunciabili». Questi valori sono il «rispetto della vita dal concepimento alla fine naturale e della famiglia formata da uomo e donna uniti nel matrimonio, civile o religioso. Su questo ceppo si impiantano i valori dell'etica sociale, che sorgono sull'etica della vita, senza la quale l'etica sociale prima o poi viene meno o si deforma».
Poi gli altri temi cari alla Cei, a partire dall'immigrazione: «Non dobbiamo avere paura dello straniero» ha ribadito il cardinale, che di recente ha visitato Lampedusa. Un accenno ai temi del lavoro e in particolare alla situazione della Fincantieri, che Bagnasco conosce bene come arcivescovo di Genova: «Auspico e ho fiducia nella volontà di un apporto unitario, propositivo e guardo con fiducia all'impresa e ai sindacati». Secondo Bagnasco il prospettato incontro con il ministro «è un segnale positivo «e potrà aiutare nel senso di salvaguardare l'occupazione dei dipendenti che ovviamente esprimono la loro forte preoccupazione». Tutto ciò può avvenire «a fronte di innovazione e aggiustamenti imprenditoriali che i tempi che viviamo forse richiedono».
Sulla questione della pedofilia il cardinale ha annunciato che nelle linee guida sulla trattazione dei casi di abuso di minori da parte del clero, che la Cei è chiamata a elaborare entro maggio 2012, «sarà messo nero su bianco anche l'esortazione perché i vescovi invitino le persone a fare quel che devono fare: denunce, segnalazioni».
Infine ieri la Cei ha diffuso i nuovi dati dell'otto per mille dell'Irpef: il gettito assegnato alla Chiesa cattolica è salito al picco storico di 1,118 miliardi di euro, rispetto ai 1,067 dello scorso anno. Stabili le firme a favore della Chiesa all'85,01% dopo il calo dello scorso anno di quasi 100mila dichiarazioni: la percentuale si riferisce non alla totalità dei contribuenti, ma solo a coloro che optano per una destinazione dell'8 per mille, cioè il 43,5%: la percentuale effettiva per la Chiesa cattolica si aggira quindi intorno al 35 per cento. Lo stanziamento del 2011 viene effettuato sulla base delle dichiarazioni dei redditi del 2008 e quindi dei redditi del 2007. Infatti il sistema prevede che l'anticipo venga valutato sulla base delle scelte relative ai tre anni precedenti.
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I NUMERI



1,118 miliardi
Otto per mille alla Chiesa
L'otto per mille dell'Irpef assegnato alla Chiesa cattolica per il 2011 ammonta a a 1.118.677.543,46 euro: 95.156.624,73 a titolo di conguaglio per l'anno 2008 e 1.023.520.918,76 a titolo di anticipo dell'anno 2011. Lo stanziamento del 2011 viene effettuato sulla base delle dichiarazioni dei redditi del 2008 e quindi dei redditi del 2007
85%
Le scelte
Nel 2008 la percentuale delle scelte a favore della Chiesa cattolica è stata pari all'85,01%. Il numero si riferisce, però, non alla totalità dei contribuenti ma solo a coloro che optano per una destinazione dell'8 per mille, cioè il 43,5%: la percentuale effettiva per la Chiesa cattolica si aggira quindi intorno al 35%