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Questo articolo è stato pubblicato il 06 giugno 2011 alle ore 11:06.

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Alfonso Quaranta, il nuovo presidente della Corte costituzionaleAlfonso Quaranta, il nuovo presidente della Corte costituzionale

È Alfonso Quaranta, napoletano classe 1936, il nuovo presidente della Corte costituzionale. Quaranta, eletto dal consiglio di Stato nel dicembre 2003, succede a Ugo De Siervo, il cui mandato è scaduto a fine aprile. A eleggerlo sono stati, a scrutinio segreto, 13 giudici della Consulta (assente per motivi di salute Maria Rita Saulle, mentre il quindicesimo giudice non è stato ancora scelto dal Parlamento). Dieci i voti a favore, tre le schede bianche.

Quaranta: per me la Consulta non può bloccare il referendum sul nucleare
Quaranta sarà il 35esimo presidente della Consulta e resterà in carica fino al 27 gennaio del 2013 (alla Corte è arrivato nel 2004), ma ha le idee molto chiare, a partire dal quesito referendario sul nucleare "riscritto" dalla Cassazione su cui domani dovrà pronunciarsi la Corte: «personalmente - spiega incontrando la stampa subito dopo l'elezione - ritengo che non sia nei poteri della Corte bloccare il referendum» sul nucleare. «Per la decisione - ha aggiunto - occorre attendere domani. La Corte deciderà con rapidità».

Il neo presidente ha poi solleciato il Parlamento a nominare al più presto il 15esimo giudice della Corte e ha detto di ritenere «inopportune le interferenze esterne sull'autonomia della Consulta». «La Corte Costituzionale - ha spiegato ancora Quaranta - opererà nel pieno rispetto della collegialità, della terzietà, dell'imparzialità e dell'indipendenza», criteri «che ha sempre osservato e che intende continuare a rispettare».

L'agenda di Quaranta
Fitta (e di rilievo) l'agenda degli impegni che attendono il nuovo presidente. Domani 7 giungo sarà la volta del quesito referendario sul nucleare. Poi, il 6 luglio, la Corte dovrà decidere sull'ammissibilità del conflitto di attribuzione fra poteri dello Stato sollevato dalla Camera contro i magistrati milanesi sul caso Ruby. E ancora: il 5 ottobre sarà invece la volta del conflitto sul caso Mediatrade sollevato da palazzo Chigi contro i giudici di Milano che stanno processando il premier per frode fiscale. Il 20 settembre infine è atteso il verdetto della Corte sulla legittimità di diversi punti della legge sulla fecondazione assistita.

La corsa alla presidenza: un'anomalia quattro presidenti in un anno
Nella corsa alla presidenza non è stata dunque rispettata l'anzianità di carica e Quaranta ha avuto la meglio sia su Paolo Maddalena (giudice proveniente dalla Corte dei Conti che lascerà la Consulta il prossimo 30 luglio), sia su Alfio Finocchiaro (scelto dalla Cassazione e che andrà via il prossimo 5 dicembre). Entrambi però nominati vice-presidenti. «Stavolta si è ritenuto che l'alternanza di quattro presidenze in un anno sarebbe stata un'anomalia», ha commentato Quaranta, che ha spiegato come la scelta fatta oggi dalla Corte trovi «la sua giustificazione nell'esigenza di una presidenza lunga».

Ritenuto più gradito al centrodestra, già lo scorso dicembre Quaranta aveva fatto traballare l'elezione di De Siervo per un solo voto di scarto. Nei giorni scorsi Maddalena, indicato come cattolico di area vicina al centrosinistra, ha fatto un passo indietro nella corsa alla presidenza inviando una lettera ai colleghi giudici con il dichiarato scopo di evitare «imbarazzi» e di rasserenare il clima della Corte. (Cl.T.)

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