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Questo articolo è stato pubblicato il 16 giugno 2011 alle ore 13:29.

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Silvio BerlusconiSilvio Berlusconi

Una sedia vuota su un set televisivo: per Le Monde è il simbolo delle sconfitte subite da Silvio Berlusconi. "L'imperatore della televisione", "l'inventore della telecrazia" è superato dal mondo di Internet, del web e delle reti sociali. "Silvio Berlusconi preso nella Rete" titola il quotidiano francese, nel dedicare l'intera terza pagina al ruolo importante svolto da Internet nelle batoste elettorali del presidente del Consiglio italiano.

La sedia vuota – ricorda il corrispondente Philippe Ridet - era quella di Giuliano Pisapia, che alla vigilia delle amministrative aveva scelto di disertare "deliberatamente" il dibattito televisivo con il sindaco uscente, Letizia Moratti, "sapendo che la battaglia politica non si giocava più lì". Mentre Berlusconi ha invaso gli schermi "come suo solito" di messaggi di sostegno alla sua candidata, Pisapia era "altrove".

Questo "altrove" è il mondo di Internet, un mondo che il premier non conosce (lui "fa zapping ma non naviga"), tanto che – osserva Le Monde – si sbaglia nel pronunciare il nome del motore di ricerca Google. Pisapia aveva pochi soldi per la campagna e "naturalmente" si è rivolto a Internet e alla comunicazione virtuale.
Spiega Roberto Basso, dell'agenzia Civicom, che ha diretto "questa campagna vittoriosa": "Abbiamo cercato il media più adatto al suo senso dell'ascolto, alla sua modestia, alla sua volontà di creare un dialogo in profondità con gli elettori".

Cinque persone, integrate nello staff, hanno gestito un sito, il blog del candidato, i gruppi di amici di Facebook, i messaggi su Twitter e una newsletter. Sei mesi dopo, Pisapia è diventato sindaco di Milano e "simbolo di un altro modo di fare politica e di vincere le elezioni".
I promotori dei quattro referendum hanno fatto lo stesso. "Mentre le grandi reti televisive hanno fatto un servizio minimo", un silenzio che sembrava voler passare "la consegna dell'astensione", i referendari hanno moltiplicato i messaggi sulle reti sociali, "il passaparola versione 2:0".
"La televisione è un media freddo. Internet ha ridato calore, vivacità allo scambio. Twitter ha battuto la televisione", afferma Marco Belpoliti, fondatore con Stefano Chiodi del sito Doppio Zero.

"E' un vero cambiamento d'epoca", dice entusiasta a Le Monde Marco Cacciotto, autore di marketing Politico e professore all'università di Milano. Facebook – con i suoi 16 milioni di account italiani – ha funzionato come un hub, ricevendo e diffondendo l'informazione in tempo reale", E aggiunge: "Disinvestendo da Internet, il presidente del Consiglio ha sottolineato il suo ritardo e la sua resistenza culturale. Una questione d'età, ma anche d'abitudine. Internet non si controlla, non si centralizza. Per questo, non può interessare un uomo abituato al dominio del suo campo e del suo messaggio".

Giuseppe Genna, i cui messaggi su Twitter sono tra i più letti, nota: "Il fatto che il quorum sia stato raggiunto dimostra che gli italiani non si informano più alla televisione. Non abbiamo avuto la nostra piazza Tahir, ma la Rete vi ha rimediato".
Berlusconi è "figlio della sua epoca", spiega Alberto Contri, esperto di politica e nuovi media. "Con queste due elezioni, è tutto un mondo che crolla. Il mondo politico e imprenditoriale del cittadino Berlusconi. Quello che la Rete ci dice è semplice e crudele: il re è nudo".

Le Monde sottolinea, nella stessa pagina, gli "appuntamenti politici ad alto rischio" che attendono Berlusconi. Il primo è il raduno della Lega Nord a Pontida, domenica 19 giugno. Qui Umberto Bossi dovrà decidere se continuare a sostenere il premier. Il secondo appuntamento è il voto di fiducia al Senato e poi alla Camera, il 21 e 22 giugno. La sua sola speranza: "Che i parlamentari della Lega e del suo partito preferiscano rinnovargli la fiducia piuttosto che ammorbare le proprie vacanze con una campagna elettorale piena di rischi".

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