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Questo articolo è stato pubblicato il 05 agosto 2011 alle ore 06:35.

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A lle 14.30, quando Jean-Claude Trichet inizia a parlare, l'ansia degli investitori è già estrema. Il presidente della Bce esordisce con vaghe considerazioni: che la crescita economica sta rallentando, che i tassi d'interesse sono bassi, che la banca centrale osserva attentamente gli sviluppi. Cose che sanno tutti: difatti i rendimenti del Btp continuano a salire e lo spread sul Bund s'allarga. Alle 14.35 annuncia che la Bce fornirà liquidità alle banche per 6 mesi. È già un progresso. Ma gli investitori lo davano per scontato. Altrimenti cosa ci sta a fare una banca centrale, specie in questi tempi di crisi? Dieci minuti più tardi, Trichet spiega che i programmi decisi dall'Unione europea e dal Fmi vanno realizzati velocemente. E la cosa comincia a farsi interessante: il rendimento del Btp, salito nel frattempo al 6,18% con lo spread al 3,79%, cala bruscamente.
Alle 14.48 arriva la prima frase sibillina: «lunedì vedrete quello che ha fatto la Bce sui bond». Chissà quanti e quali ne sta comprando, pensano gli operatori. Dieci minuti dopo, ecco un capolavoro di retorica: «non sarei sorpreso, dichiara Trichet, di vedere qualcosa sui mercati prima della fine della conferenza». È il segno che si prepara qualcosa di grosso: quel che s'aspettavano gli investitori. Il rendimento del Btp cade fino a un minimo del 5,99% e lo spread al 3,57%, addirittura sotto ai livelli del giorno precedente, prima del discorso di Berlusconi.
Ma quali titoli starà mai comprando la Bce, si chiedono tutti? «Non diamo informazioni al riguardo», risponde Trichet, mentre lo spread continua a muoversi sui minimi. Alle 15.18, il presidente invoca «riforme strutturali in Italia»: quello che vorrebbero gli investitori. Ma per quale motivo Trichet dice questo? Alle 15.23 arriva la mazzata: una «fonte monetaria» spiffera che la Bce sta comprando solo titoli portoghesi e irlandesi, si legge sugli schermi Reuter. Rendimenti e spread cominciano a salire. Ma è proprio così, si chiedono tutti? È vero che non state comprando titoli italiani? «No comment» è la lapidaria risposta di Trichet. I rendimenti volano fino al 6,27% e lo spread s'allarga al nuovo massimo storico di 397 punti. Per i Btp italiani arriva anche lo smacco di vedersi trattare alla stregua dei Bonos. Il differenziale tra i due titoli che, meno di due mesi fa era sopra gli 80 punti, s'è di fatto annullato.
D'accordo: le conferenze stampa della Bce non sono mai state un capolavoro di comunicazione. Ma quella di ieri è apparsa addirittura fuorviante. È apparso un Trichet a tratti quasi imbarazzato, come se ci fosse qualcosa da nascondere e nel contempo come se si volesse lanciare dei messaggi. Le decisioni, ha sottolineato il presidente, sono state prese con una «schiacciante maggioranza». Certo non poteva dichiarare che l'unico membro ad opporsi era stato Jens Weidmann. L'avevano capito tutti che si trattava del presidente della Bundesbank e il fatto che al rappresentante tedesco non sia piaciuto nemmeno un piano d'intervento così poco sorprendente, la dice lunga sull'atteggiamento della Germania verso un possibile "salvataggio" dell'Italia. Forse che l'imbarazzo e la reticenza di Trichet vogliano mascherare una sorta di pressione verso il nostro Paese? È quello che si cerca di spiegare nell'articolo accanto.
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Sulla homepage del sito del Sole 24 Ore da oggi è possibile monitorare l'andamento dello spread Btp-Bund, il termometro del "rischio Italia" sui mercati. I dati saranno inseriti nella parte alta della homepage, all'interno del colonnino centrale «Ultime dalla finanza», vicino alle quotazioni dei principali indici borsistici. Il differenziale tra il rendimento del titolo di Stato decennale italiano e quello tedesco sarà aggiornato almeno tre volte al giorno, nei momenti principali della seduta borsistica.I lettori del sito possono inoltre trovare il grafico storico con le quotazioni del Btp a 10 anni nella sezione Finanza, cliccando su «Obbligazioni», mentre in un'altra sottosezione, «Tassi e cambi», si può consultare il grafico storico dell'Euribor a tre mesi, il riferimento per gran parte dei mutui a tasso variabile. www.ilsole24ore.com

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