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Questo articolo è stato pubblicato il 17 agosto 2011 alle ore 06:37.

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La manovra bis scompagina gli equilibri del credito. Il possibile taglio di 28 Province con meno di 300mila abitanti o 3mila chilometri quadrati redistribuirà – non subito – i diritti di nomina negli organismi di governance di una ventina di Fondazioni bancarie che detengono quote di Intesa Sanpaolo, Mps, UniCredit, Carige e Cassa depositi e prestiti. Le comunità locali e i loro rappresentanti politici e associativi sono in fibrillazione: in gioco ci sono poltrone "pesanti" che decidono sull'assegnazione di fondi per centinaia di milioni di euro l'anno.

Le Province di Lodi in Lombardia e di Verbania Cusio Ossola in Piemonte spariranno liberando i diritti di nomina di due membri su 40 della Commissione di beneficenza della Fondazione Cariplo. L'ente, secondo Consob, al 12 agosto controllava il 4,68% di Intesa Sanpaolo e a fine 2010 l'1,52% di Generali, lo 0,6% di Mediaset, l'1,12% di A2A, il 2,42% di Fiera Milano e lo 0,93% di Acsm. Il venir meno di Asti darà ad altri la nomina di cinque membri su 21 del Consiglio della locale Fondazione Cassa di Risparmio. Biella e Vercelli gireranno due membri su 15 dell'Organo di indirizzo della Fondazione CariBiella e un socio su 83 di Fondazione CariVercelli che possiedono rispettivamente il 33,44% e il 6,14% di Biverbanca (gruppo Mps).

Nel Nord-Est, la Provincia di Rovigo sparirà trasmettendo ad altri enti la nomina di tre seggi su 28 del Consiglio della Fondazione Cariparo che, secondo Consob, detiene il 4,18% di Intesa Sanpaolo e l'1,03% di Cdp. La scomparsa di Gorizia darà in nuove mani la designazione di due membri su 17 del Consiglio di Fondazione CariGorizia, confluita in Cassa Friuli Venezia Giulia (gruppo Intesa) che a fine 2009 possedeva lo 0,23% di Intesa e lo 0,14% di Cdp, mentre l'ente di Trieste girerà la nomina di un componente su 18 del Consiglio della Fondazione CrTrieste che, a fine 2010, possedeva lo 0,325% delle azioni ordinarie di UniCredit.

In Liguria potrebbero sparire tre enti su quattro. Imperia trasmetterà la designazione di tre componenti su 28 del Consiglio della Fondazione Carige che controlla il 43,373% dell'istituto omonimo. Savona libererà la nomina di due componenti su 14 del Consiglio della Fondazione De Mari che, a fine 2010, controllava il 4,1% di CariSavona, lo 0,47% di Cdp e l'1,38% di Carige. La Spezia passerà la nomina di due componenti su 18 del Consiglio della locale Fondazione Cassa di Risparmio (gruppo Credit Agricole), che ha in pancia il 20% della banca e lo 0,06% di Cdp.

In Toscana, l'addio alla Provincia di Massa Carrara smobilizzerà la nomina di un seggio su 14 nel Comitato della Fondazione CaRiCarrara: a fine 2010 controllava il 10% della banca che fa capo al gruppo Carige, lo 0,82% della stessa Carige, lo 0,01% di Intesa e lo 0,03% di Cdp. Pistoia trasferirà in altre mani la nomina di un componente su 25 del Consiglio e un socio sui 160 della Fondazione CaRiPistoia che nel 2009 deteneva il 39,65% di CariPt (gruppo Intesa), lo 0,31% delle azioni ordinarie e lo 0,01% delle risparmio di Intesa e lo 0,14% di Cdp. Con la fine della Provincia di Prato, la Fondazione Cariprato cederebbe la designazione di un componente sui 14 del Consiglio e due soci su 120 della Cassa, della quale però nel 2010 ha già ceduto le proprie quote alla Popolare di Vicenza. La soglia dei 3mila chilometri quadrati salva le Province di Siena e Grosseto e i diritti di nomina in capo all'ente senese di cinque membri della Deputazione generale di Fondazione Mps.

Nelle Marche Ascoli Piceno cederà la nomina di un seggio su 20 nell'organo di indirizzo della Fondazione che controlla il 34% della locale Cassa Risparmio (gruppo Intesa Sanpaolo), mentre Fermo trasferirà la nomina di tre soci sui 140 dell'Assemblea della Fondazione della locale Cassa di Risparmio che detiene il 66,7% della banca (il resto è di Intesa). Nel Lazio, l'addio a Rieti trasferirà le nomine di due membri su 20 del Consiglio della Fondazione Varrone che controlla il 15% di CaRiRieti (gruppo Intesa). In Umbria la provincia di Terni sparirà cedendo un membro su 20 del Comitato di indirizzo e un socio su 170 dell'Assemblea di Fondazione Carit che controlla il 25% della Cassa di Terni e Narni (gruppo Intesa) e lo 0,14% di Cdp.

La scomparsa degli enti di Crotone e Vibo Valentia, in Calabria, libererà due membri su 24 del Consiglio di Fondazione Carical che, però, non ha più quote in Banca Carime (gruppo Ubi). In Sardegna potrebbero salvarsi le Province di Carbonia-Iglesias e dell'Ogliastra che, con le "sorelle" isolane, nominano quattro membri sui 18 del Comitato di indirizzo della Fondazione Banco di Sardegna, ente che ha in pancia il 48,7% dell'istituto omonimo che fa capo al gruppo Banca popolare dell'Emilia Romagna.