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Questo articolo è stato pubblicato il 01 settembre 2011 alle ore 14:36.

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Stop al taglio delle Province, ma confermata la riduzione dei consiglieri. Stretta sulle incompatibilità per i parlamentari e i membri di governo e via all'accorpamento delle funzioni dei piccoli Comuni. Sono questi, in sintesi, i contenuti dei primi tre emendamenti presentati dal relatore di maggioranza della manovra-bis, Antonio Azzollini. Ora c'è attesa per le modifiche di carattere fiscale che saranno illustrate in commissione Bilancio dal ministro dell'Economia, Giulio Tremonti. Ma vediamo cosa prevedono gli emendamenti già depositati.

Province e consiglieri
Salta quindi il taglio di parte delle Province contenuto nella manovra, ma resta il dimezzamento dei consiglieri provinciali, a decorrere dal primo rinnovo degli organi di governo delle Province successivo alla data di entrata in vigore del decreto. Nella manovra erano state soppresse le Province con meno di 300.000 abitanti o la cui superficie complessiva risulti inferiore a 3.000 chilometri quadrati. L'emendamento di Azzollini abolisce tutti i commi relativi a questa misura.

Incompatibilità
Cambia anche la norma sull'incompatibilità tra la carica di parlamentare e altra carica pubblica elettiva. Secondo l'emendamento depositato dal relatore, «le cariche di deputato e senatore», nonché le cariche di governo, «sono incompatibili con qualsiasi altra carica pubblica elettiva di natura monocratica relativa ad organi di governo di enti pubblici territoriali aventi, alla data di indizione delle elezioni o della nomina, popolazione superiore a 5.000 abitanti». Le incompatibilità «si applicano - si legge nell'emendamento - a decorrere dalla data di indizione delle elezioni relative alla prima legislatura parlamentare successiva alla data di entrata in vigore» del decreto. Le incompatibilità si applicano infine anche «alla carica di membro del Parlamento europeo spettante all'Italia».

Piccoli Comuni e accorpamento
Nel terzo emendamento presentato dal relatore viene poi riscritta la parte della manovra-bis dedicata ai piccoli municipi. I piccoli Comuni, quelli con popolazione inferiore ai 1.000 abitanti, dovranno infatti esercitare «obbligatoriamente in forma associata tutte le funzioni amministrative e tutti i servizi pubblici» attraverso «un'Unione di Comuni». Le nuove norme sostituiranno, una volta approvate, l'attuale articolo 16 della manovra. Dalle disposizioni vengono risparmiati i «Comuni il cui territorio coincide integralmente con quello di una o di più isole, nonchè il Comune di Campione d'Italia». «Sono affidate all'Unione, per conto dei Comuni che ne sono membri, la programmazione economico-finanziaria e la gestione contabile», si legge ancora nella proposta di modifica. Le Unioni di Comuni debbono aver una popolazione «superiore a 5.000 abitanti, ovvero a 3.000 abitanti qualora i Comuni che intendano comporre una medesima Unione appartengano o siano appartenuti a Comunità montane».

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