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Questo articolo è stato pubblicato il 11 settembre 2011 alle ore 15:51.

«Berlusconi si comporti da uomo politico e ancora prima da italiano responsabile. Si dimetta. E un minuto dopo guidi il suo partito a dare una mano a far nascere un nuovo governo di unitá nazionale per risollevare le sorti dell'Italia». Lo ha spiegato Lorenzo Cesa, chiudendo la festa dell'Udc. «Noi abbiamo il dramma di un presidente del Consiglio che per anni è andato in giro vantandosi di aver fatto dell'Italia una grande potenza, grazie al fatto che lui era l'unico politico della storia italiana che poteva dare del tu ai grandi del mondo, da Bush a Putin, e adesso invece tocca scoprire che passava le sue giornate a darsi del tu al telefono con squallidi personaggi», ha detto il segretario dell'Udc. «Speriamo che Berlusconi lo capisca. Aiuti e spinga i suoi ad andare oltre, a costruire insieme a noi, insieme al Terzo polo, insieme alle forze responsabili del centrosinistra un nuovo governo di salvezza nazionale», ha aggiunto Cesa.
Anche l'Idv chiede a gran voce le dimissioni del premier. «Il Governo ha varato una manovra pessima, con troppe iniquitá e zero misure per la crescita - ha sottolineato in una nota Felice Belisario, Capogruppo dell'Italia dei Valori in Senato - insufficiente a rassicurare i mercati e a risanare i conti: se vuole davvero salvare l'Italia, Berlusconi si dimetta e, finalmente, tolga il disturbo consentendo alle forze sane del Paese di lavorare per uscire dalla crisi». «Altro che infinite falsitá sul suo conto - ha continuato Belisario- le uniche bugie sono quelle che racconta agli italiani, cercando di nascondere che utilizza il ruolo istituzionale per i suoi affari privati mentre il Paese affonda. Sono 17 anni che Berlusconi racconta frottole e i cittadini continuano a pagarne le conseguenze: con i suoi Governi il debito pubblico è aumentato di almeno 500 miliardi di euro, una cifra esorbitante che rappresenta il colossale fallimento del peggior Presidente del consiglio dal 1861 ad oggi».
A stretto giro è arrivata la replica del Pdl, per bocca di Angelino Alfano, che in un intervento ad Atreju, la festa dei gioveni Pdl approfitta anche per dare una strigliata al partito: «Abbiamo tante cose di cui occuparci. La questione della premiership si porrà tra novembre-dicembre del 2012 e l'inizio del 2013, ce ne occuperemo quando verrà il momento». Il segretario del Pdl ha risposto così a Giorgia Meloni che dal palco di Atreju gli aveva chiesto se sarà usato lo strumento delle primarie per la
scelta di tutte le candidature, compresa quella a premier. Alfano ha poi alzato il tiro: basta con le «interviste sui giornali con chi fa a gara a dare le martellate più forti al partito. No ai giochini interni che alimentano un'aria di mestizia che non ci appartiene. Chi ci crede gioca la partita, chi no si metta a bordo campo. L'altra cosa che vorrei chiedere ai leader che hanno avuto onore e gloria, posti e seggi - ha continuato il segretario Pdl - è cancellare i weekend da qui a marzo-aprile del 2013: devono andare in giro per l'Italia. Quando si finisce in parlamento, non comincia il fine settimana oppure il lavoro al proprio studio personale ma il giro nel territorio con i militanti».
Da registrare infine l'intervento di Gianni Alemanno in merito alle voci di possibili elezioni anticipate: «Se il governo correggerà la manovra, rilancerà le riforme e riuscirà ad affrontare i problemi veri - ha detto il sindaco di Roma - allora si potrà andare avanti. Se il governo non ce la fa, allora il problema sarà diverso».
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