Storia dell'articolo
Chiudi
Questo articolo è stato pubblicato il 27 settembre 2011 alle ore 06:38.
ROMA
Si riaccendono i riflettori sul ddl intercettazioni, anche se il testo – da un anno in lista d'attesa per l'aula della Camera – quasi certamente slitterà alla prossima settimana. Ufficialmente perché il calendario dell'assemblea dei prossimi giorni è già impegnato da altri provvedimenti; di fatto perché governo e maggioranza non hanno ancora le idee chiare sul "che fare", anche se prende sempre più quota l'ipotesi di modificare soltanto la parte sui divieti di pubblicazione tornando al ddl Mastella, approvato all'unanimità nella XV legislatura proprio alla Camera, e poi morto al Senato. Un testo più leggero sul piano delle sanzioni (non c'erano quelle contro gli editori né quelle per le mancate rettifiche sui blog) ma più stringente sul divieto di pubblicare intercettazioni, esteso sia ai contenuti che al riassunto delle telefonate.
Il ministro della Giustizia Nitto Palma continua a non sbilanciarsi sul ddl («Vi sono alcune cose assolutamente condivisibili e altre che personalmente non mi trovano d'accordo») e forse solo domani se ne saprà di più, dopo un vertice di maggioranza. E sempre domani, ripartirà in commissione Giustizia, alla Camera, il «processo lungo», che il Pdl vuole portare in aula a fine ottobre, per votarlo a novembre. Il provvedimento - che per il Csm è «dirompente» per il sistema giustizia - ieri è stato bocciato anche dalla Icj, International Commission of Jurists. In una lettera ai deputati si dice che, «se approvata e messa in esecuzione, questa legge comporterebbe quasi certamente l'ulteriore aggravamento dei già drammatici ritardi dei procedimenti giudiziari in Italia».
Al grido «Ormai siamo in uno Stato di polizia», lanciato dal premier, ieri il Pdl è tornato alla carica sul ddl intercettazioni, parlando di «scempio» e di «situazione scandalosa». Il guardasigilli, pur ridimensionando, concorda: «Affermare che ci si può sentire in uno Stato di polizia, non significa esserlo. Ognuno di noi è preoccupato quando parla al telefono di vicende personali». Di rimando, il presidente dell'Anm, Luca Palamara: «Tranquillizzo le casalinghe, non devono temere di essere intercettate perché ciò può avvenire soltanto a seguito della richiesta di un giudice». Ma ieri è stato anche il giorno in cui, in vista della manifestazione del 29, è riesplosa la polemica sulla norma "ammazza-blog". Il comma 29 dell'articolo 3 del ddl dice infatti che «Per i siti informatici, ivi compresi i giornali quotidiani e i periodici diffusi per via telematica, le dichiarazioni o le rettifiche sono pubblicate, entro 48 ore dalla richiesta, con le stesse caratteristiche grafiche, la stessa metodologia di accesso al sito e la stessa visibilità della notizia cui si riferiscono». In mancanza di rettifica, scatta la sanzione, che può arrivare fino a 12mila euro. Anche per i blogger. Insorge l'opposizione, dall'Idv al Pd all'Udc. E persino nella maggioranza si apre qualche crepa: «Ben vengano le iniziative parlamentari volte a modificare una norma che, così com'è, rischia di creare molti problemi» dice il ministro della Gioventù Giorgia Meloni.
La norma ammazza-blog potrebbe però scomparire nell'operazione di restyling del ddl, se dovesse passare l'idea di sostituire la parte sui divieti di pubblicazione con il testo Mastella. Che vieta la pubblicazione, anche parziale o per riassunto, di tutti gli atti contenuti nel fascicolo dei pm o delle indagini difensive, anche se non più segreti, fino alla conclusione delle indagini o al termine dell'udienza preliminare. Vietato anche pubblicare il contenuto della documentazione, degli atti e dei contenuti relativi a conversazioni, anche telefoniche, o a flussi di comunicazioni informatiche o telematiche, anche se non più segreti. Assoluto il divieto di pubblicare ordinanze in materia di misure cautelari, salvo nel contenuto dopo che l'indagato ne ha avuto conoscenza e con l'esclusione delle intercettazioni. Niente sanzioni per gli editori e per i giornalisti che non rispettano i divieti multe da 10mila a 100mila euro.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Permalink
Ultimi di sezione
-
l'inchiesta «ambiente svenduto»
Ilva, arrestato il presidente della provincia di Taranto per concussione - I dieci mesi decisivi dell'Ilva
-
Europa
Le alchimie del "Double Irish"
-
Italia
Il sacerdote degli ultimi
-
L'ANALISI DELL'ECONOMISTA DEL CERM
La pensione flessibile che non fa aumentare la spesa
|di Davide Colombo
-
Europa
Londra, soldato ucciso con il machete. Cameron: attacco terroristico - Il video dell'aggressore
-
Italia
Napoli, rimpasto in giunta sostituiti cinque assessori
di Vera Viola








