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Questo articolo è stato pubblicato il 18 ottobre 2011 alle ore 09:08.

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Dopo un lungo testa a testa, Michele Iorio (centrodestra) si conferma per la terza volta consecutiva presidente del Molise: a spoglio completato delle schede, ha ottenuto il 46,94% dei voti, contro il 46,15% del candidato del centrosinistra, Paolo Di Laura Frattura. Una vittoria di misura, ottenuta con uno scarto di soli 1.505 voti, a fronte di un calo di ben il 5,3% dell'affluenza degli elettori.

«È stata una vittoria sofferta, sulla quale hanno pesato la crisi economica, l'astensionismo e il voto disgiunto», ha commentato Iorio. «Tutto è bene quel che finisce bene - ha aggiunto - ed ora dobbiamo mantenere fede alle promesse, soprattutto di dare lavoro ai giovani». L'esito delle elezioni, infatti, è stato fino all'ultimo sospeso a causa dell'incognita del voto disgiunto: in migliaia, infatti, hanno votato candidati di centrodestra al consiglio regionale, dando poi la preferenza al candidato presidente del centrosinistra.

A capo di una coalizione eterogenea, sostenuta da una parte di Fli (il coordinatore regionale, Quintino Pallante, è nel listino di Iorio, mentre altri esponenti - tra i quali il capogruppo regionale, Tony Incollingo - sono candidati con Frattura) e Udc, Iorio ha avuto un totale di 89.142 voti in tre seggi, mentre Frattura, sostenuto da Pd, Idv, Sel e altre liste ci centrosinistra, ne ha ottenuti 87.637 voti. Antonio Federico, in corsa solitaria con il Movimento cinque stelle, ha totalizzato il 5,60% e 10.650 voti. Ultimo, Giovancarmine Mancini con la Destra Polo Laico ha totalizzato 2.458 voti con una percentuale dell'1,29.

La lotta per la presidenza del Molise è stata serrata, tanto da portare nella Regione praticamente tutti i principali esponenti di centrodestra e centrosinistra, dal segretario Pdl Angelino Alfano al ministro degli Esteri Franco Frattini (che oggi commenta: «Quando i moderati italiani si uniscono i moderati vincono»), da Nichi Vendola, leader di Sel, a Massimo D'Alema del Pd, nonché Beppe Grillo. Antonio di Pietro, che nel Molise ha il suo feudo elettorale, vi si era invece trasferito per 18 giorni per sostenere la candidatura del figlio Cristiano. Una scelta che era stata contestata dal suo stesso partito, che lo aveva accusato di nepotismo sulla scia di Umberto Bossi con il figlio Renzo. Critiche che comunque non sembrano ave scalfito il carisma di Idv, che in molti centri si è confermato primo del centro sinistra. Per ottenere fino il 35% a Montenero di Bisaccia, paese natio dell'ex pm. (Ch. B.)


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