Il Sole 24 Ore
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8 novembre 2001

Bossi chiede a Berlusconi di fare "un passo laterale", mentre l'opposizione cerca di compattarsi


Una mattinata febbrile quella che ha preceduto il voto sul Rendiconto 2010, che ha visto il governo raggiungere un risicato 308 voti. Da una parte il premier ha cercato, invano, di compattare i suoi, dall'altra l'opposizione ha fatto quadro e ha deciso di non partecipare al voto. Ecco com'è andata la mattinata, prima dell'inizio delle dichiarazioni di voto in aula alla Camera.

Ore 15,10. Bersani: positivo l'incontro con Pannella
«Incontro positivo» é stato definito quello di una delegazione del Pd e una dei Radicali, stamane a Montecitorio, dal segretario democratico Pier Luigi Bersani. L'incontro a cui prendevano parte lo stesso Bersani, insieme a Dario Franceschini e Luigi Zanda, e il leader radicale Marco Pannella, insieme ad Emma Bonino e gli altri parlamentari radicali, é durato poco meno di due ore ed é avvenuto dopo lo strappo del voto dei 6 deputati radicali in occasione delle astensioni delle opposizioni in aula per fare mancare il numero legale sul rendiconto dello Stato. Ma anche dopo giorni di aspre polemiche con duri giudizi di Pannella nei confronti dei democratici. «Abbiamo ripreso la discussione» ha detto Bersani al
termine dell'incontro spiegando che «come sempre avviene con
i radicali, si é andati ai contenuti parlando di liberalizzazioni, giustizia ed Europa. Continueremo il confronto con un coinvolgimento molto stretto con i parlamentari, specie sulle cose di queste ore».

Ore 14,56. Bersani, numeri? Mò vidimmo
Pier Luigi Bersani non azzarda previsioni sull'esito del voto sul rendiconto dello Stato. «Mò vidimmo...», ha risposto il segretario del Pd ai cronisti che, al termine dell'incontro con i radicali, gli chiedevano un pronostico.
«Il messaggio che arriva dalle opposizioni è: "contatevi"», ha scritto Bersani su Twitter.

Ore 14,30. Anche Alfano e Matteoli nella residenza del premier
Al ristretto vertice in corso a palazzo Grazioli prima del voto alla Camera si sono uniti anche il segretario del Pdl Angelino Alfano e il ministro per le Infrastrutture Altero Matteoli.

Ore 14,09. Berlusconi a pranzo con Letta e Ghedini a palazzo Grazioli
Il premier, in attesa del voto sul Rendiconto, sta pranzando a palazzo Grazioli con il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta e con Niccolò Ghedini, suo legale. Letta era arrivato poco prima delle 14 per un colloquio con il presidente del Consiglio, incontro che segue quelli avuti in mattinata da Berlusconi con i deputati Pdl Isabella Bertolini e Giorgio Stracquadanio, tra i firmatari della lettera dei cosiddetti "malpancistI" indirizzata al presidente del Consiglio.

Ore 13,45. Finocchiaro: dopo le parole di Bossi, Berlusconi si deve dimettere

«Dopo le parole di Bossi, Berlusconi si deve dimettere. Nemmeno la Lega lo sostiene più, e non è più accettabile il balletto del pallottoliere e del toto-fiducia sulla pelle dei cittadini e delle imprese italiani». Lo dice Anna Finocchiaro, presidente del gruppo del Pd al Senato.

Ore 12,24. Bossi: Berlusconi faccia un passo laterale
«Abbiamo chiesto a Berlusconi di fare un passo di lato, laterale». Lo ha detto Umberto Bossi. Alla domanda se il possibile successore possa essere Alfano, il Senatur risponde: «E se no chi mettiamo il segretario del Pd?». Alfano garantirebbe che si continuerà sul percorso del federalismo. «Oggi non succederà niente», ha poi detto il leader della Lega, interpellato dai giornalisti sull'esito della votazione sul Ddl di rendiconto 2010.

Ore 12.20. Franceschini: oggi si vedrà la maggioranza
«Abbiamo deciso che oggi staremo in Aula ma non parteciperemo al voto. Gli italiani che ci guardano devono verificare in modo incontrastabile se Berlusconi ha ancora la maggioranza o no». Così il capogruppo Pd alla Camera, Dario Franceschini, motiva la decisione delle opposizioni di stare oggi in aula ma senza partecipare al voto sul rendiconto.

Ore 12,20. Dopo Bertolini anche Stracquadanio a palazzo Grazioli
Dopo aver visto Isabella Bertolini, il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, sta incontrando a palazzo Grazioli anche Giorgio Stracquadanio. Il deputato del Pdl è uno dei firmatari della '"ettera dell'Hassler".

Ore 12,19. Capezzone: auspico che Berlusconi tenga duro
«Spero davvero che il premier tenga duro e non molli. Pd e Udc vorrebbero il potere senza consenso. La difesa di questo Governo, l'unico legittimato dal voto, è anche la difesa della migliore conquista di questi vent'anni, e cioè la scelta dei governi affidata agli elettori e non alle manovre di palazzo». Lo dichiara in una nota Daniele Capezzone, portavoce del Pdl.

Ore 12,18. Bertolini (Pdl): premier aperto a tutte le opzioni
«Il presidente sta prendendo in considerazione tutte le ipotesi, è stato lui a prospettare tutte le possibilità ed opzioni che sta valutando: restare, passo indietro, passo laterale». Così Isabella Bertolini, parlamentare del Pdl, lasciando Palazzo Grazioli con il capo del Governo. La deputata, nelle file del maldipancisti del Pdl, ha detto di no avere «niente da trattare». A Berlusconi, ha detto prima dell'incontro, «non intendo chiedere di fare un passo indietro, ma di farne uno in avanti e di assumere un'iniziativa politica». Bertolini conferna che voterà il Rendiconto.

Ore 12,15. Le opposizioni non voteranno il Rendiconto
Le opposizioni oggi saranno in Aula alla Camera, ma non voteranno il Ddl con il rendiconto 2010. È quanto emerso dalla riunione dei capigruppo delle opposizioni a Montecitorio.

Ore 11.52. Bersani: Berlusconi sta governando su un ribaltone
«Silvio Berlusconi sta governando su un ribaltone, perché la sua non é la maggioranza uscita dalle elezioni». A dirlo su Rai tre é il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani. «Scilipoti e compagnia non erano alle elezioni con Berlusconi». Non dobbiamo cambiare «solo l'uomo» Berlsuconi, «dobbiamo uscire dalla malattia» della politica personalizzata. «Cosa guadagniamo se va a casa Berlusconi e il giorno dopo continuiamo a cercare il salvatore della patria? Salvarsi é un processo collettivo: io l'ho detto da due anni, il mio nome sul simbolo non lo metto».

Ore 11,42. Iniziato vertice delle opposizioni
iniziato alla Camera il vertice fra i capigruppo di opposizione per decidere la strategia da tenere oggi in Aula al voto sul rendiconto generale dello Stato. La scelta è tra voto contrario o astensione, ma circola voce che le opposizioni potrebbero anche disertare il voto. Presenti i capigruppo di Pd, Idv, Udc, Fli oltre ai liberaldemocratici Daniela Melchiorre e Italo Tanoni e Giorgio La Malfa. C'è anche una delegazione dei Radicali con Rita Bernardini e Maurizio Turco.

Ore 11,37. Antonione, Destro, Gava, Pittelli, Buonfiglio non parteciperanno al voto sul Rendiconto
Roberto Antonione, Giustina Destro, Fabio Gava, Giancarlo Pittelli, Antonio Buonfiglio non parteciperanno al voto sul rendiconto dello Stato. «Ribadiamo la necessità che il Presidente del Consiglio favorisca la nascita di un nuovo Governo con la più ampia base parlamentare, per affrontare la drammatica emergenza economica e finanziaria dell'Italia, e a tal fine non parteciperemo, per scelta politica, alle votazioni di oggi».

Ore 11,36. Formigoni: inutile almanaccare, si vive momento per momento
Inutile almanaccare i numeri sulla tenuta della maggioranza, perchè in fasi come quella attuale si vive momento per momento. Così il presidente della Regione Lombardia, Formigoni. «Oggi c'è l'approvazione del rendiconto alla Camera. Lì si vedranno i numeri precisi di cui dispone la maggioranza. È chiaro che la quota necessaria - fa notare il governatore lombardo - è quella che tutti conoscono, cioè il numero legale, il minimo indispensabile di 316». «Vedremo oggi. È inutile "almanaccare" i numeri. La politica in queste fasi vive momento per momento. Oggi c'è il voto sul rendiconto. Vediamo come va. Ci auguriamo tutti che la maggioranza tenga».

Ore 11,28. Il Popolo viola a Montecitorio con panettoni e spumante
«Oggi porteremo panettoni e spumante davanti a Montecitorio e così aspetteremo il voto sul rendiconto finanziario». Lo scrive sul suo blog Gianfranco Mascia. «Dalle 15 in poi attenderemo pazienti, tanto se non sará oggi sará domani o dopodomani, ma la fine di questo regime è prossima - prosegue - Non mangeranno di certo il panettone, per questo lo portiamo noi». C'è bisogno di un segno, «non perchè ce lo chiedono i banchieri e i politici europei - dei quali non ci fidiamo - ma per salvare l'Italia. Quindi - conclude Mascia - dopo la caduta del governo elezioni subito, come in Spagna. Per restituire a noi cittadini la parola».

Ore 11,23. Mantovano: l'Esecutivo governa finché ha la maggioranza
«Finchè il Governo ha la maggioranza governa». Lo ha detto il sottosegretario al Ministero dell'Interno, Alfredo Mantovano, parlando delle sorti della maggioranza di Governo. «Ha questo dovere, - ha aggiunto - ha assunto impegni in sede europea che sono stati assunti non per restare sulla carta ma per diventare qualcosa di operativo. Sarebbe stato meglio se l'operatività fosse contenuta già in un decreto legge, ma per le ragioni note il decreto non c'è stato; ci sarà lo sforzo di farli diventare legge inserendoli nel Patto di stabilità».

Ore 11,17. Rotondi: non voteremo la fiducia ad altri esecutivi
«Il nostro patrimonio sono il bipolarismo, il partito popolare europeo, la leadership di Berlusconi e l'investimento su Alfano. Guai se li bruciamo tutti sull'altare di un governo pasticcio nell'illusione di guadagnare tempo o salvare una quota di governo. Ecco perché in questa legislatura non voteremo la fiducia a nessun governo diverso da questo». Così il ministro per l'Attuazione del programma, Gianfranco Rotondi.

Ore 11,13. Bertolini da Berlusconi
Isabella Bertolini, la parlamentare del Pdl firmataria della lettera in cui con cinque colleghi chiede a Berlusconi una svolta, è appena arrivata a Palazzo Grazioli per incontrare il presidente del Consiglio.

Ore 11,11. Ferrara: ho raccolto voci e le ho messe in un contesto politico
«Sono responsabile di avere raccolto delle voci e di averle messe in un contesto politico», ha detto Giuliano Ferrara, direttore del Foglio, questa mattina nel corso di Omnibus, su la7, a proposito delle sue dichiarazioni di ieri sulle presunte dimissioni imminenti del presidente del Consiglio. «Non ho capito se Berlusconi vuole dare l'ultima battaglia o no. Mi sembra fortemente tentato da un ultimo gesto di ribellione», ha aggiunto.

Ore 11.05. Napoli (Pdl). se Berlusconi lascia, tocca ad Alfano
Siccome il vero obiettivo degli avversari della maggioranza è cancellare il bipolarismo, «nel caso Berlusconi decidesse di fermare la macchina, il centrodestra deve salire al Quirinale e chiedere a una sola voce di affidare l'incarico ad Angelino Alfano». È la via da seguire secondo il vice presidente dei deputati del Pdl, Osvaldo Napoli.

Ore 10,59. Nucara in clinica, non voterà il rendiconto
Il segretario del Pri Francesco Nucara è ricoverato in clinica da domenica. Oggi non potrà, quindi, essere in Aula. Nucara ha auspicato che le forze responsabili votino il Rendiconto come atto dovuto.

Ore 10,51. Rutelli a Radio 24: serve un governo Pdl-Pd-Terzo Polo
«È impossibile governare con due voti in più, e non sappiamo neppure se ci sono: l'unica soluzione per affrontare la crisi sta in un governo di emergenza, di tregua nazionale, con larga condivisione in Parlamento». Così Francesco Rutelli, leader di Alleanza per l'Italia, intervenendo questa mattina a Radio 24. Per Rutelli è necessario che il Parlamento compia scelte di libertà e responsabilità, «e abbia la saggezza di concorrere alle scelte difficili che ci chiedono l'Europa e la comunità internazionale. Le priorità sono due: abbattere il debito pubblico sotto il 100% del PIL, ricreare le condizioni per la crescita economica, con un'alleanza tra forze produttive e sociali al fianco di una larga maggioranza parlamentare tra Pdl, Pd, Terzo Polo e quanti vorranno offrire il proprio contributo per salvare il Paese. Noi siamo pronti a far nostri gli obiettivi presentati dal governo in Europa. Ma questo governo non è in grado di farcela: vi può riuscire solo una nuova compagine guidata da una personalità designata dal Capo dello Stato e riconosciuta a livello internazionale».

Ore 10,12. Bernardini (Radicale del Pd): decideremo sul voto dopo l'incontro con Bersani
I Radicali decideranno l'atteggiamento di voto sul rendiconto generale dello Stato nell'incontro dei capigruppo di opposizione di oggi alle 11,30, a cui seguirà l'incontro con il segretario Pd Pierluigi Bersani alle 13. «Le opposizioni, a parte l'Idv che è per il voto contrario, sono orientate all'astensione - spiega Rita Bernardini, deputata - noi, che per la prima volta siamo stati invitati a confrontarci con tutti, sentiremo quali sono le proposte e decideremo in quella sede. Ma per noi parla la nostra storia: abbiamo sempre votato contro la fiducia a questo governo».

Ore 9,42. Tremonti non partecipa all'Ecofin e vola a Roma
Il ministro Giulio Tremonti sta rientrando da Bruxelles a Roma e non parteciperà alla riunione dell'Ecofin. Il ministro era arrivato ieri dove ha preso parte alla riunione dell'Eurogruppo. Oggi a Roma è previsto alla Camera il voto sul Rendiconto.

Ore 9,11. Crosetto: il premier si risparmi l'umiliazione della sfiducia
«Sono uno di quelli che pensa che il premier non possa permettersi di cadere in Parlamento. Non vorrei che Berlusconi arrivasse in Parlamento e per colpa di due, tre traditori subisse l'umiliazione di vedersi sotto nei numeri». Guido Crosetto, a "La telefonata", spiega che secondo lui Berlusconi dovrebbe dimettersi. «Preferirei che andasse al Quirinale e anticipasse l'evoluzione politica», ha detto il sottosegretario alla Difesa. In tarda serata Crosetto, dopo una seriue di smentite, ha ammesso, in una nota, di essere lui il deputato del Pdl al telefono con il vicedirettore di Libero.


8 novembre 2001
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