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Questo articolo è stato pubblicato il 15 novembre 2011 alle ore 07:54.
L'ultima modifica è del 15 novembre 2011 alle ore 06:37.

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Fate presto, è l'appello rivolto ancora una volta ieri dal mercato ai Paesi dell'Eurozona che continuano a tentennare sul da farsi per risolvere la crisi del debito sovrano europeo, all'interno della quale sta pericolosamente maturando quella del debito italiano.

Il rendimento dei titoli di Stato italiani e periferici e così anche dei bond governativi austriaci, belgi e francesi con rating "AAA" riprende a salire mentre cala quello dei titoli tedeschi. L'Italia deve agire velocemente, tramite un nuovo Governo autorevole e credibile e un Parlamento responsabile, per promuovere la crescita con le riforme strutturali e per abbattere il debito pubblico, garantendo il pareggio di bilancio nel 2013: solo così potrà riconquistare la fiducia, ammoniscono i mercati. Ma anche l'Eurozona è indietro, molto indietro, con la sua tabella di marcia e sta perdendo la fiducia dei mercati: non ha chiarito come intende mettere fine alla storia della Grecia, bloccando l'effetto-contagio, e come attiverà il fondo salva-Stati potenziato.

Gli investitori istituzionali non solo europei ma su scala globale l'anno prossimo saranno chiamati a sottoscrivere non soltanto i circa 200 miliardi di titoli di Stato a medio-lungo termine delle aste italiane ma anche i 700 miliardi emessi nell'Eurozona, un mercato che complessivamente vanta 5.700 miliardi di titoli di Stato in circolazione a breve, media e lunga scadenza denominati in euro. Di voglia di acquistare i titoli del debito pubblico europeo questi investitori ne hanno sempre meno: e non sono affatto rincuorati dalla prospettiva di un «caso unico», quello greco, che comunque stabilirà il precedente di una perdita di almeno il 50% sul valore facciale di un titolo di Stato dell'Eurozona.

E non sono affatto rassicurati dall'Efsf che si prepara a divulgare un derivato surrogato dei credit default swap (la garanzia sulle prime perdite di un titolo di Stato europeo), a riproporre l'effetto-leva che da anni è sotto processo, e a costruire nuovi veicoli d'investimento che fanno tornare alla memoria le complessità dei Cdo. L'Efsf nei giorni scorsi è riuscito a malapena a raccogliere 3 miliardi e i ha strapagati. Come avere fiducia nel nuovo che avanza?
Mario Monti ha iniziato ieri mattina a costruire le fondamenta del nuovo Governo: intanto l'asta dei BTp sul primario segnava il 6,29% e sul secondario il differenziale tra BTp-Bund tornava a quota 500, ma si incrinava anche l'intero impianto dell'euro con spread record ovunque. L'Italia deve fare in fretta e bene ma altrettanto devono fare gli europei, è il monito dei mercati.

E mentre i tempi della politica, tanto italiana quanto europea, stentano ad accelerare il passo, per rallentare la corsa esasperata dei mercati l'unico freno che può funzionare è quello che solo la Bce può azionare. Ma quando ieri l'importo settimanale degli acquisti in titoli di Stato del Securities markets programme è tornato a dimezzarsi, a 4,5 miliardi circa contro i 9,5 della settimana precedente, molti investitori hanno schiacciato intanto il tasto sulla loro pulsantiera: vendere l'euro-rischio.

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