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Questo articolo è stato pubblicato il 23 novembre 2011 alle ore 09:37.
Corrado Clini (Space24)
Aggiornare rapidamente la mappa di tollerabilità del territorio, concentrare le risorse per una efficace prevenzione e svuotare le zone fortemente esposte. Dopo la terribile ondata di maltempo che si è abbattuta sul Sud d'Italia, causando in provincia di Messina quattro morti, il ministro dell'Ambiente, Corrado Clini, prova a individuare i tasselli per una tempestiva risposta. «Dobbiamo concentrare le risorse per fare prevenzione ovvero per intervenire sui fattori che nel suolo possono diventare causa dei disastri», spiega il neo ministro ai microfoni di Sky Tg 24.
Clini: occorre svuotare zone fortemente esposte
Per Clini è opportuno «intervenire anche sui corsi d'acqua e iniziare a considerare la possibilità che zone esposte vengano svuotate da attività produttive e residenze: il prezzo che si paga traccheggiando è molto alto, dobbiamo quindi anche pensare che alcune attività consolidate debbano essere spostate da alcuni siti. I tempi di lavoro sono lunghi ma dobbiamo attrezzarci per l'emergenza e in questo, il lavoro della protezione Civile è essenziale». Secondo il Ministro, è evidente che si sta registrando una convergenza fra le peggiori, dell'impatto dei cambiamenti climatici. «È urgente - ha aggiunto - che l'Italia prenda atto che siamo in una situazione climatica nuova, dobbiamo sapere che gran parte del nostro territorio è vulnerabile e ha bisogno di un lavoro di manutenzione e gestione. Altrimenti, rincorreremo solo le emergenze con gravi perdite di vite umane e danni economici».
Il ministro: ora situazione di emergenza
Clini sottolinea che «il nostro territorio è stato gestito molto male, in una situazione climatica che però consentiva di reggere davanti a eventi rari. Ora c'è una situazione di emergenza, lo abbiamo visto a Messina, in Liguria e Toscana. Ci sono aree che per circostanze climatiche che si creano, sono più esposte. Abbiamo la possiblità di capire che c'è una situazione di vulnerabilità e questa va affrontata subito». Il ministro ricorda poi che ci sono zone a rischio dove sono state insediate attività produttive. «Paghiamo un prezzo per una visione molto corta. Sono state utilizzate zone che già venti o trenta anni fa, il buon senso avrebbe consigliato di non utilizzare».
Le regole vanno ripensate, regime di pioggia è cambiato
Le regole, precisa ancora il titolare dell'Ambiente, «che prevedevano una certa intensità di pioggia e frequenza di eventi climatici estremi ora sono cambiate. Quaranta anni fa avevamo disegnato sistemi fognari sulla base di un certo regime di pioggia ora dobbiamo ripensarli perché il regime è cambiato. I modelli climatici messi a punto negli anni scorsi - conclude Clini - suggeriscono che questa tendenza sarà confermata. Meglio lavorare su questo piuttosto che sperare nella buona sorte».
Gabrielli in Sicilia. Monti costantemente informato su maltempo
Intanto in Sicilia, la regione più colpita, è arrivato stamane il capo del dipartimento della Protezione civile, Franco Gabrielli, incaricato dal premier Mario Monti di «di recarsi nelle zone alluvionate per verificare di persona la situazione e valutare gli eventuali necessari interventi». Secondo una nota della Protezione civile, «Gabrielli si sta dirigendo a Saponara, in provincia di Messina, dove nella tarda serata di ieri colate di fango hanno invaso il paese e sommerso alcuni edifici, provocando, al momento, quattro morti accertati. Il presidente Monti è tenuto costantemente informato sull'evoluzione del maltempo che ha colpito il Sud Italia».
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