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Questo articolo è stato pubblicato il 23 novembre 2011 alle ore 16:43.

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Il Tribunale di Milano nel processo sul caso Ruby nel quale è imputato Silvio Berlusconi per concussione e prostituzione minorile, ha ammesso oltre 200 testimoni citati da accusa e difesa. Tra le persone citate in aula ci sono gli ex ministri Mariastella Gelmini, Mara Carfagna e Franco Frattini, ma anche gli l'attore George Clooney, Elisabetta Canalis, Belen Rodriguez, Aida Yespica e Barbara D'Urso. È attesa una vera e propria sfilata di big e persone dello spettacolo. Il trio di sole donne che compone il collegio dei giudici della IV sezione penale ha accolto tutti i testimoni presentati dalle parti in giudizio, 136 quelli chiesti dalla procura, 78 quelli sollecitati dalla difesa composta dagli avvocati-deputati Niccolò Ghedini e Piero Longo.

Tra i testimoni ammessi c'è la stessa Karima el Mahroug, in arte Ruby, la giovane marocchina al centro del processo, che è stata convocata sia dalla difesa che dall'accusa. E poi ancora ci sono tutte le ragazze ospiti delle serate a Villa San Martino e anche alcune parlamentari come Daniela Santanchè e Maria Rosaria Rossi. Inoltre per l'ex presidente del Consiglio sono stati citati anche il personale di Villa San Martino ed anche chi si occupava dell'animazione delle serate, come il cantante partenopeo Mariano Apicella.

Ovviamente è stato chiesto l'interrogatorio di Emilio Fede, Lele Mora e Nicole Minetti, imputati invece in un altro processo per induzione e favoreggiamento della prostituzione delle 32 maggiorenni e di Ruby che, secondo l'accusa, parteciparono alle feste a luci rosse nella residenza milanese dell'ex capo del governo

Ai cronisti che gli chiedevano che contributo potranno dare al processo Clooney e Ronaldo, l'avvocato dell'ex premier Niccolò Ghedini ha spiegato che sono «persone citate nelle dichiarazioni di un teste importante dell'accusa e noi li chiamiamo per provare» che quelle dichiarazioni non erano veritiere. Negli atti della indagini, infatti, ci sono alcune dichiarazioni a verbale di Ruby, la quale spiega che in una serata ad Arcore era presente anche George Clooney. Inoltre, la ragazza marocchina ha raccontato a verbale di aver trascorso una notte in un albergo con Cristiano Ronaldo. Secondo Ghedini dunque le due testimonianze potranno essere utili per smontare alcune di queste dichiarazioni.

I giudici, poi, hanno deciso di far trascrivere tutte le intercettazioni telefoniche agli atti dell'indagine, come chiesto dai pm, e dunque gli ascolti entreranno nel processo. Il Tribunale ha però dato ragione alla difesa riguardo l'acquisizione dei tabulati delle telefonate tra l'ex premier e il funzionario della Questura, Pietro Ostuni - relativi all'ormai famosa notte tra il 27 e il 28 maggio 2010 quando Ruby venne rilasciata dagli uffici di polizia - per cui, secondo i giudici, serviva l'autorizzazione a procedere della Camera, questi tabulati restano fuori dal processo. Secondo Ghedini, «questo è un problema serio» per la Procura. In ogni caso, ha proseguito Ghedini, «secondo noi la testimonianza di Ostuni rende già chiaro da sola che la concussione non esiste». Il funzionario di polizia, infatti, ha spiegato più volte di non essersi sentito concusso.

Infine, secondo il difensore-deputato, il Tribunale «ha dimostrato di avere fretta, anche se la prescrizione dei fatti è fissata al 2025». E questo «nonostante le 15 udienze complessive per il nostro assistito fino a dicembre e le 40 udienze fino a maggio». Tra l'altro «nel processo per il caso Ruby è stata disposta la trascrizione delle intercettazioni, ma nello stesso tempo si sentono i testimoni che poi evidentemente saranno risentiti. Ragioni di economia processuale avrebbero dovuto imporre scelte diverse e soprattutto di aspettare la Corte Costituzionale sul conflitto di attribuzioni tra poteri dello Stato - ha aggiunto Ghedini -. Non si poteva aspettare questa decisione prevista all'udienza del 2 febbraio?».

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