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Questo articolo è stato pubblicato il 24 novembre 2011 alle ore 10:41.

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Un migliaio di lavoratori di un subappaltatore di Apple e Ibm nel sud della Cina sono entrati in sciopero questa settimana per protestare contro gli straordinari forzati, gli incidenti sul lavoro e i licenziamenti, secondo quanto afferma una Ong con sede all'estero. Il nuovo sciopero segue diverse proteste nelle ultime settimane nella provincia meridionale del Guangdong, che svolge un ruolo di primo piano delle esportazioni cinesi.

Centinaia di poliziotti, alcuni in tenuta antisommossa sono stati schierati martedì a Shenzhen, mentre i lavoratori portavano in strada la protesta e bloccavano una strada, ha detto la Cina Labour Watch.

Presso l'impianto della società Electronics Jingmo che occupa 3mila persone e appartiene al gruppo Jingyuan computer di Taiwan, la gestione ha "deciso di imporre al personale di lavorare oltre il normale orario dalle 18 fino a mezzanotte e a volte anche fino alle 2 di mattina" Questo rappresenta tra le 100 e le 120 ore di straordinario al mese, secondo l'organizzazione con sede a New York.

I lavoratori denunciano anche la frequenza degli incidenti sul lavoro, i licenziamenti in massa degli anziani e gli insulti contro di loro da parte del management, dice ancora Cina Labour Watch. L'organizzazione ha detto che lo sciopero si é concluso a seguito di un impegno del management di ridurre il numero di ore di straordinario. La provincia meridionale del Guangdong, il cuore della "bottega del mondo" conosce questo autunno una nuova ondata di proteste sociali mentre un certo numero di esportatori cinesi stanno iniziando a risentire della difficile situazione delle economie europee e americane.

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