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Questo articolo è stato pubblicato il 24 novembre 2011 alle ore 21:05.
L'ultima modifica è del 24 novembre 2011 alle ore 11:25.

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Angela Merkel, Mario Monti e Nicolas Sarkozy (Epa)Angela Merkel, Mario Monti e Nicolas Sarkozy (Epa)

Il neopremier Monti ha incontrato oggi a Strasburgo il cancelliere tedesco Angela Merkel e il presidente francese Nicolas Sarkozy. Al centro dei colloqui la crisi dei debiti degli Stati Ue, in particolare Italia e Spagna, e l'ipotesi di emissione di eurobond. La cancelliera, al termine, ha riferito le sue impressioni a caldo sul pacchetto di riforme italiane in itinere, per le quali Monti ha ricevuto pieno sostegno dagli altri due leader. «Il presidente Monti - ha detto Merkel - ci ha illustrato i provvedimenti che l'Italia ha in programma ed è molto impressionante vedere le misure anche strutturali che il governo è intenzionato ad adottare». L'Italia, per parte sua, ha sottolineato Monti, «farà i compiti a casa», intende raggiungere il pareggio di bilancio nel 2013, ma non rinuncia a porre i suoi temi nell'agenda europea, a cominciare dall'aggiustamento delle politiche dovuto al ciclo economico negativo, con l'accento posto con forza sulla necessità di agire sulla crescita.

L'irritazione di Sarkozy
In serata sono filtrate le prime indiscrezioni sull'irritazione di Sarkozy: non è riuscito a strappare un'intesa per rafforzare il ruolo della Banca centrale europea (Bce) sul modello della Federal reserve americana, una delle sue priorità assolute, a cinque mesi dalle presidenziali del 2012. Sarkozy - che torna a casa a mani vuote e secondo i media intende pronunciare un lungo discorso sulla crisi e l'Europa giovedì prossimo - «è particolarmente irritato dopo il fallimento del summit con Monti e Merkel», scrive Arnaud Leparmentier, giornalista de Le Monde, sempre molto ben informato sui retroscena dell'Eliseo, spiegando che i tre «hanno deciso di non parlare della Bce», perchè «in disaccordo totale sul suo ruolo» per salvare l'euro.

Ormai da giorni tra Parigi, che rischia la tripla A, e Berlino è in atto un vero e proprio braccio di ferro su questo punto. «Su questa crisi lavoriamo giorno e notte. È eccezionalmente grave. E l'intervento della Bce è l'unica soluzione, ha di recente confidato Sarkozy, auspicando che all'istituto di Francoforte vengano attribuiti maggiori poteri per acquistare in modo massiccio il debito dei Paesi in fallimento. Un'ipotesi che anche oggi la Merkel ha respinto con forza, timorosa che possa promuovere l'inflazione e danneggiare il rigore di bilancio in un'Europa già in crisi e in cui anche la Francia - dopo Grecia, Italia, Spagna, e Portogallo - cammina sull'orlo del baratro.

Merkel, no a eurobond. Plaude la stampa tedesca
La stampa tedesca, subito dopo il vertice di Strasburgo, ha invece messo plaudito alla "prova di forza" di frau Merkel, rimasta ferma sulla sue posizioni, dettando la linea sulla crisi all'eurozona. «La Merkel fa tornare indietro Sarkozy» e «detta la linea su Eurobond e Bce», ha scritto Spiegel on line, sottolineando che «i mercati non possono controllare la cancelliera». Ma non può neppure, frau Merkel, evitare che il dibattito sulle misure da lei scartate continui, aggiunge il settimanale politico. Mario Monti, almeno, è stato promosso, anche perché puntuale

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