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Questo articolo è stato pubblicato il 28 novembre 2011 alle ore 14:24.

È stato condannato a 2 anni e 8 mesi di reclusione l'ex calciatore dell'Inter e della Roma Amantino Mancini (dal gennaio scorso all'Atletico Mineiro di Belo Horizonte), accusato di aver violentato una giovane brasiliana, nota nel mondo della musica e della tv del suo Paese, conosciuta a Milano durante una festa organizzata da Ronaldinho. La sentenza, del processo con rito abbreviato è stata emessa dal gup di Milano Laura Marchiondelli. Stando alle indagini della Procura, la notte tra l'8 e il 9 dicembre 2010 Mancini, approfittando dello stato di semi-incoscienza della ragazza, ubriaca, l'avrebbe costretta a subire rapporti sessuali ripetuti, provocandole anche escoriazioni. Il calciatore era accusato di lesioni e violenza sessuale.
La giovane, la mattina del 9 dicembre, si era recata al servizio violenza sessuale della Mangiagalli per una visita e poi aveva sporto denuncia nei confronti del centrocampista ed erano scattate le indagini. Stando a quanto ricostruito dall'accusa, i due si erano conosciuti durante un party organizzato da Ronaldinho in un locale milanese. La donna aveva bevuto, non si era sentita bene e aveva chiesto di essere accompagnata a casa. L'ex calciatore nerazzurro si era offerto di darle un passaggio, ma poi l'aveva portata nel suo appartamento dove l'avrebbe violentata.
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