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Questo articolo è stato pubblicato il 30 novembre 2011 alle ore 16:45.

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Luigi Angeletti e Susanna Camusso (Ansa)Luigi Angeletti e Susanna Camusso (Ansa)

Per rilanciare la crescita bisogna agire sulla domanda interna. Occorre dunque tagliare le tasse sulle 13esime, misura che potrebbe diventare strutturale grazie a un contestuale taglio ai costi della politica. Lo suggerisce il numero della Uil, Luigi Angeletti, che, nel caso di un
intervento forte sui costi della politica, prevede un risparmio fino a dieci miliardi l'anno.

Abolire le province
«Abbiamo iniziato ad apprezzare quello che hanno deciso i presidenti di Camera e Senato (contributivo per i parlamentari dal 2012) e quando lo voteranno da parte nostra arriverà un applauso caloroso», ha detto Angeletti. Ma sempre in termini di riduzione dei costi della politica servono ancora «passi da gigante come l'abolizione delle province, l'accorpamento dei comuni oppure la riduzione (almeno della metà) dello oltre 6mila società municipalizzate».

Le misure fiscali da fare
Ma secondo Angeletti per recuperare risorse e dare ossigeno alla crescita occorre soprattutto intervenire sul sistema fiscale che è «asimmetrico con due diversi diritti a seconda che uno abbia o meno il sostituto d'imposta». Insomma «si scarica tutto il peso fiscale solo su una minoranza di cittadini». Un peso «intollerabile per imprese e lavoratori dipendenti». Serve così «un trasferimento del carico partendo da un calo delle tasse sui redditi da lavoro e "caricando" di più le cose: patrimoni immobiliari e mobiliari, prima casa esente».

Camusso: 40 anni è numero magico
È toccato invece alla leader della Cgil, Susanna Camusso "stoppare" l'ipotesi del Governo di innalzare i 40 anni di contributi per andare in pensione. «Il governo deve sapere che 40 è un numero magico intoccabile», ha detto Camusso, appena giunta a Bologna per partecipare a un convegno sul tema del lavoro. «Devo anche dire - ha detto ancora la numero uno della Cgil - che si rischia di continuare a commentare indiscrezioni, indicazioni. Credo sia giunta l'ora che il Governo chiami le parti e ponga il tema di quali scelte intende fare e di come intende anche discuterne». Ai cronisti che chiedevano se fosse giunta al sindacato una data di incontro, Camusso ha tagliato corto: «A noi non è arrivata nessuna
comunicazione». (Cl.T.)

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