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Questo articolo è stato pubblicato il 02 dicembre 2011 alle ore 15:08.

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Palazzo dei Normanni, sede della Regione Sicilia (Fotogramma)Palazzo dei Normanni, sede della Regione Sicilia (Fotogramma)

Un'associazione a delinquere dedita all'esercizio abusivo dell'attività finanziaria. È questo il centro delle accuse per cui oggi i militari del Nucleo speciale di polizia valutaria della Guardia di finanza hanno eseguito 6 misure cautelari personali e diverse perquisizioni nelle province di Roma, Messina e Catania. L'ordinanza è stata firmata dal gip del tribunale di Roma, Maddalena Cipriani, su richiesta dei pubblici ministeri Francesca Loy e Stefano Pesci.

In manette sono finiti gli imprenditori Fabio Calì e Federico Marcaccini. Oltre a loro è finito in carcere anche il deputato Pdl dell'assemblea regionale della Sicilia, Roberto Corona. Agli arresti domiciliari invece sono andate altre tre persone: Fabio Mancuso, anche lui deputato siciliano del Pdl, il notaio Antonio Manzi e Xenia Vinci Orlando, collaboratrice di Calì. Le accuse contestate a vario titolo sono associazione a delinquere, esercizio abusivo dell'attività finanziaria, bancarotta fraudolenta e riciclaggio. Secondo la ricostruzione della Procura, Calì e Marcaccini, attraverso società a loro riconducibili, la Fingeneral Spa (fallita lo scorso anno) e la Ascom Finance (per la quale i pm hanno chiesto il fallimento) hanno emesso abusivamente, da marzo 2008 a settembre 2010, oltre 4.100 polizze fideiussorie, per un capitale garantito di circa 500 milioni di euro, incassando premi per oltre 14 milioni.
Le indagini, coordinate dal procuratore aggiunto Nello Rossi, sono scattate in seguito a un'attività ispettiva antiriciclaggio svolta dalla Gdf. In seguito agli accertamenti svolti, è stata quantificata oltre all'abusiva emissione delle polizze, per un capitale garantito pari a circa 500 milioni di euro, e un incasso di premi per oltre 14 milioni di euro.
L'attività investigativa ha riguardato complessivamente circa 60 persone fisiche e 40 società. È stato inoltre disposto il sequestro preventivo "dell'ingente patrimonio costituito con gli illeciti profitti dell'attività criminale, tra cui 14 immobili nelle province di Roma, Messina e Catania; 7 autovetture, diverse quote societarie e vari conti correnti ed altri rapporti finanziari riconducibili agli indagati".

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