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Questo articolo è stato pubblicato il 15 dicembre 2011 alle ore 08:56.

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Arrivano il prolungamento di un anno per la caccia ai "furbetti" dei condoni fiscali, la rivalutazione delle pensioni fino a 1.400 euro anche per il 2013, un pacchetto riscossione, un'imposta strutturale sull'anonimato per chi ha scudato beni all'estero, l'aumento delle sigarette per compensare gli sconti sulle patrimoniale del lusso e una frenata sulle liberalizzazioni dei farmaci di fascia C. Ma vengono confermati l'abolizione delle "anzianità", l'innalzamento dell'età pensionabile, l'introduzione del l'Imu, seppure un po' più soft, sulla prima casa, l'aumento dell'Iva e delle accise sui carburanti.

Alla Camera sono cambiati alcuni dei tratti della manovra "salva Italia" ma, anche dopo il passaggio nelle commissioni Bilancio e Finanze di Montecitorio, il decreto continua a mantenere la fisionomia tratteggiata dal premier Mario Monti: rigore, equità e sviluppo. Anche se la partita tra Governo e Parlamento, giocata in questi giorni non senza affanni e qualche sorpresa, potrebbe non concludersi con il via libera di Montecitorio previsto per domani dopo il voto sulla fiducia che sarà posta questa mattina dall'Esecutivo sul testo rivisto dalle commissioni.

La conclusione dei lavori della convulsa no stop nella sala del Mappamondo ha lasciato irrisolti tre nodi. Primo fra tutti l'azzeramento delle penalizzazioni per gli "under 62" che optano per la pensione anticipata con il solo canale contributivo (che erano state ridotte all'1% per le uscite a 60 e 61 anni), su cui Pd, Pdl e Terzo polo avevano raggiunto un'intesa poi non ratificata per un intoppo in commissione. Le altre due questioni aperte riguardano la liberalizzazione delle farmacie, con il Pd che chiede di tornare al testo originario del decreto, e delle concessioni autostradali uscite di scena all'ultimo istante.

Tre correttivi mancati per i quali ieri, soprattutto per effetto del pressing del Pd, si è prima valutato un recupero nel maxi-emendamento e si è poi deciso di optare per una soluzione alternativa. Tra le ipotesi sul tappeto c'è quella di ripescare almeno il correttivo sulle pensioni, su cui spinge con forza il Pd, al Senato, imponendo al decreto un nuovo passaggio alla Camera per il sì definitivo, comunque prima di Natale. Ma resta anche possibile l'inserimento dei ritocchi nel decreto milleproroghe o in un eventuale decreto per la crescita subito dopo la pausa natalizia.

L'ultima novità nel restyling del testo attuato dalla Camera è la proroga dal 31 dicembre 2012 al 2013 del termine per lo svolgimento delle attività di accertamento connesse al recupero coattivo di somme non riscosse con i condoni e le sanatorie previste dalla legge Finanziaria 2003. L'altra faccia del Fisco si presenta invece con un alleggerimento della riscossione coattiva a partire dalla possibilità di mantenere le rateizzazioni in caso di difficoltà economica e di mancato pagamento di una rata all'opportunità di poter mettere in vendita il proprio immobile ipotecato ed evitare il gioco al ribasso delle aste.

L'attività delle commissioni si è snodata essenzialmente su due direttrici: attenuazione dell'impatto della riforma delle pensioni su alcune fasce di lavoratori, in primis quelli nati nel 1952, e le lavoratrici private, e pensionati salvaguardando il più possibile quelli con assegni fino a 1.402 euro; alleggerimento dell'Imu sulla prima casa premiando le famiglie numerose (50 euro di sconto per ciascun figlio). Ma Governo e gruppi parlamentari hanno cercato di accentuare l'equità della manovra ricorrendo a un nuovo contributo di solidarietà sulle pensioni d'oro e, allo stesso tempo, introducendo un prelievo dello 0,76% sul valore degli immobili situati all'estero. Nella stessa direzione si muove l'intervento che riduce la tassa su super-car e imbarcazioni in relazione al loro anno di costruzione.

Da registrare anche il via libera a un tetto agli stipendi dei funzionari statali e dei manager delle società pubbliche non quotate e, anche per rafforzare la copertura ai ritocchi (per 2 miliardi) decisi in commissione, a un ulteriore aumento delle aliquote contributive su commercianti e artigiani. Tra i correttivi apportati anche l'esenzione dell'imposta di bollo sugli estratti conto dei conti correnti con giacenza media annua pari a 5mila euro, che diventa invece di 100 euro per le imprese, e l'innalzamento del tetto da 500 a 1.000 euro per i pagamenti in contanti della pubblica amministrazione, pensioni comprese.
Diventano poi più salate le multe per violazioni legate ai libretti al portatore sopra i 3mila euro. E viene anche rivisto l'indicatore Isee.
Restano saldi i pilastri del decreto, a cominciare dall'adozione del metodo contributivo pro rata per tutte le pensioni così come il sostegno alle imprese con la defiscalizzazione del costo del lavoro sull'Irap e un aiuto alla loro capitalizzazione.

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