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Questo articolo è stato pubblicato il 18 dicembre 2011 alle ore 16:42.
L'ultima modifica è del 19 dicembre 2011 alle ore 12:35.
(Ansa)
Piazza Montecitorio a Roma è gremita di lavoratori che protestano contro la manovra del Governo nel giorno dello sciopero del pubblico impiego. Sventolano le bandiere dei sindacati confederali e quelle dell'Ugl. Sul palco intervengono i leader Susanna Camusso per la Cgil, Raffaele Bonanni per la Cisl, Luigi Angeletti per la Uil. Presenti in piazza molti lavoratori della sanità (qualcuno in camice bianco) e della scuola. Altre manifestazioni sono in corso in tutta Italia.
«Sul lavoro servono certezze, non ci sono salvatori della patria con le ricette giuste. Bisogna cambiare strategia per dare un futuro al Paese. Scendete dalle cattedre e venite nel Paese normale a discutere con i sindacati e con la gente comune. Il 24 saremo in piazza non per rovinare il Natale a qualcuno, ma perché sappiamo che per i lavoratori colpiti dalla manovra non sarà un Natale sereno», ha detto il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, al presidio dei lavoratori pubblici davanti al Parlamento. «Dicono riforma del lavoro, in realtà sono licenziamenti facili - ha aggiunto - scendete dall'empireo e guardate i disoccupati. L'articolo 18 (sul quale oggi è interventuta anche la presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, n.d.r.) è una norma di civiltà che dice che non si può licenziare un lavoratore perchè sta antipatico, ha opinioni politiche o fa il sindacato. Anche se non si applica a tutti è un deterrente contro la discriminazione».
«Già si aizza la protesta a 12 ore dall'approvazione della manovra e non è quello che un governo tecnico doveva fare», ha detto Raffaele Bonanni, a proposito dell'ipotesi di interventi sull'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori. Bonanni, che ha parlato a margine del presidio a Montecitorio a supporto dello sciopero del pubblico impiego indetto da Cgil, Cisl e Uil, ha poi osservato che «la precarietà è il risultato di una flessibilità pagata male» e ha fatto appello al governo chiedendo «che si renda disponibile a pagare di più il lavoro flessibile».
«La lotta è sempre più dura? Sì, perché le scelte porteranno un aumento della disoccupazione. Oltre alla crisi europea si sommeranno gli effetti di quanto sta facendo il governo e questo è molto preoccupante», ha aggiunto poi a Tgcom24 il segretario Uil, Luigi Angeletti. «Il governo non fa quello che ha promesso liberalizzazioni, tagli ai costi della politica- aggiunge- purtroppo il governo è molto abile nell'usare la crisi per togliere i soldi dalle tasche dei lavoratori. Quando si tratta di mettere le mani nelle tasche delle persone influenti, nessuno ci riesce. Non vogliamo cadere in una situazione che porti all'aumento delle ore di sciopero, troveremo altre vie».
Oggi lo stop dei servizi pubblici
Per gli statali, la protesta di oggi sarà di otto ore, mentre per tutta la giornata si fermeranno i lavoratori dell'università e della ricerca. Gli insegnanti incroceranno le braccia per un'ora, mentre i medici si asterranno per l'intero turno. Previsto anche uno sciopero unitario dei lavoratori delle Poste italiane per le ultime tre ore; stop anche dei lavoratori elettrici che garantiscono comunque le prestazioni indispensabili. Manifestazioni si terranno in tutte le città, e a piazza Montecitorio si terrà un presidio nazionale.
Medici, garantite solo le urgenze
Anche i medici, dipendenti pubblici e della medicina generale, parteciperanno allo sciopero nazionale unitario del pubblico impiego per l'intero turno di lavoro, insieme a tutti gli operatori della sanità. Potranno saltare quindi le attività programmate come gli interventi, le visite e gli esami diagnostici negli ospedali e nei presidi territoriali delle Asl, ma saranno garantite le urgenze.
Fp-Cgil Medici, Cisl Medici, Uil Fpl Medici scenderanno quindi in piazza nelle manifestazioni territoriali insieme a tutti gli altri lavoratori pubblici, «per cambiare una manovra iniqua», spiegano in una nota congiunta.
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