Storia dell'articolo

Chiudi

Questo articolo è stato pubblicato il 04 gennaio 2012 alle ore 08:49.

Accedi a My

DES MOINES (IOWA) – Quattro anni fa i ventenni d'America si sono entusiasmati per un candidato giovane e bietnico che prometteva un futuro migliore. Delusi da Barack Obama, i ventenni nel 2012 guardano con speranza a un signore di 76 anni – Ron Paul - che vorrebbe sostanzialmente eliminare il governo americano, legalizzare l'eroina e restaurare il gold standard. In Iowa ieri ha ottenuto il 21% dei voti, ma tra i giovani di eta' compresa tra i 18 e i 29 anni ha raccolto il 48% dei consensi.

Le idee iconoclastiche del nonno libertario Ron Paul stanno esercitando un fascino incontenibile sugli elettori piu' giovani e impressionabili, e il fenomeno sta preoccupando non poco l'establishment repubblicano. Anche se Ron Paul non ha alcuna chance di essere eletto presidente degli Stati Uniti proprio a causa di quelle idee iconoclastiche, la sua influenza sulle nuove generazioni e' destinata a cambiare il discorso politico della destra americana e a giudicare dal solido terzo posto nelle elezioni in Iowa (21% dei voti) a modificare la piattaforma del partito. ha dichiarato la 23enne Jacquelyn Cuddeback dalle colonne del sito liberal Huffington Post. Ron Paul non ha paura di scandalizzare, di distaccarsi dalla linea di partito, di creare controversie, di provocare, e questo atteggiamento puro, genuino, onesto piace immensamente ai piu' giovani.

Ron Paul crede fermamente che il governo americano esercita un'influenza spropositata e dannosa sulla vita dei cittadini d'America e del mondo. Osteggia le nuove leggi antiterrorismo che limitano le liberta' individuali, propone la liberalizzazione di tutte le droghe, pesanti e leggere, e si dichiara pronto a tagliare 1000 miliardi di dollari dal deficit pubblico, riducendolo praticamente a zero: parole poco credibili dalla bocca di un candidato qualsiasi ma non da quella di Ron Paul. Il paladino dei libertari, i cosiddetti anarchici di destra, ha anche un chiaro messaggio pacifista, non per motivi idealistici ma pragmatici: le guerre costano troppo, sottraggono indebitamente risorse dalle tasche dei contribuenti, e con quale risultato? L'America non ha l'obbligo di essere il poliziotto del mondo, e dovrebbe smettere di elargire aiuti ai suoi alleati, da Israele alla Turchia.

Su questioni economico finanziarie Ron Paul predica infine l'abolizione della Banca Centrale, un'istituzione dal potere eccessivo e arbitrario, e caldeggia il ritorno del gold standard e l'emissione di molteplici valute. Il tutto nel nome di una disciplina monetaria che, ancora una volta, affascina i piu' giovani.

Questa e' la terza volta che Ron Paul si candida alla presidenza degli Stati Uniti (le altre due volte nel 1988 e nel 2004) e il suo seguito continua a salire. Le sue posizioni saranno pazzoidi a detta di molti, ma le sue proposte hanno sempre piu' credibilita'. Non si puo' negare che ron Paul sia l'unico vero candidato antiestablishment, l'unico veramente disposto a mandare all'aria lo status quo. E il suo messaggio piace sempre di piu' all'elettorato americano: Freedom is Popular!, ha urlato ieri trionfante al suo comizio postelettorale in iowa. Suona quasi come una canzone rock.

Commenta la notizia