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Questo articolo è stato pubblicato il 15 gennaio 2012 alle ore 16:48.

ROMA - Sulle liberalizzazioni scocca l'ora del dialogo. Sin da domani quando i rappresentanti di tassisti e professionisti saranno ricevuti dall'esecutivo in vista del varo in Consiglio dei ministri del decreto atteso per giovedì 19. Un testo che potrebbe rivelarsi più corposo del previsto: alle norme ormai note che ampliano la concorrenza in diversi settori (commercio, banche, taxi, farmacie, assicurazioni, energia, poste, trasporti, servizi pubblici locali) potrebbero aggiungersi un corposo pacchetto di semplificazioni, a cui sta lavorando il responsabile di palazzo Vidoni, Filippo Patroni Griffi, e una serie di disposizioni «salva-infrazioni», messe a punto dal ministro agli Affari europei, Enzo Moavero Milanesi.
L'agenda governativa si annuncia fittissima. Domani il guardasigilli Paola Severino incontrerà i rappresentanti di 20 ordini professionali sul piede di guerra per gli interventi di deregulation contenuti nella bozza di Dl anticipata nei giorni scorsi su questo giornale. I più agguerriti si annunciano gli avvocati, che hanno annunciato l'intenzione di disertare l'inaugurazione dell'anno giudiziario, e i notai, che contestano l'ampliamento delle piante organiche annunciato nel provvedimento e destinato ad aumentare di 1.000 unità in due anni il numero di questi professionisti lungo lo Stivale.
Il giorno dopo toccherà a un'altra categoria impegnata da giorni in manifestazioni di protesta: i tassisti che martedì saranno ricevuti a Palazzo Chigi e mercoledì si riuniranno in assemblea per tirare le somme. A loro, ma non solo, ha rivolto ieri un appello Elsa Fornero: «Le liberalizzazioni – ha detto – non sono degli attacchi alle diverse categorie». Insistendo sul punto che il compito di questo esecutivo è quello di «fare riforme non troppo popolari», il ministro del Welfare ha poi spiegato: «Il nostro compito in quanto governo tecnico è quello di tirare indietro il Paese dal baratro e poi instradarlo su sentieri un po' più virtuosi del passato, in modo da non farlo tornare indietro ai vecchi vezzi e dare qualche prospettiva ai giovani».
Anche in vista del confronto dei prossimi giorni la «bozza» di decreto è ancora un cantiere aperto. Al netto delle limature che comunque ci saranno (ad esempio sull'innalzamento della soglia per l'articolo 18 in caso di fusione tra piccole imprese che la Fornero ha chiesto di stralciare) il suo contenuto è destinato a crescere. Oltre a un corposo pacchetto di semplificazioni per le imprese, elaborato dal ministero della Pubblica amministrazioni e rivolto a razionalizzare i controlli in azienda e facilitare i pagamenti dei debiti della Pa ai fornitori (per altri dettagli si veda il Sole 24 ore dell'11 gennaio), potrebbe trovarvi posto anche un rafforzamento dell'autonomia finanziaria e di gestione del personale da parte delle scuole. Anziché vedersi assegnate le risorse in più fondi e in più tempi nel corso dell'anno scolastico gli istituti potrebbero riceverle in un'unica soluzione insieme alla flessibilità di stabilire come ripartirle tra le varie voci (supplenze, spese di funzionamento eccetera). Flessibilità che dovrebbe riguardare anche la gestione delle risorse umane con dei pool di insegnanti assegnati ad alcune reti di scuole.
Le fila sulla composizione dell'articolato finale verranno tratte in settimana, probabilmente giovedì, durante un Cdm ad hoc. Se si propendesse per una versione maxi del testo, al suo interno potrebbe anche confluire il pacchetto «salva-infrazioni» elaborato dal ministro Moavero con cui recepire una serie di direttive Ue rimaste finora senza seguito e passibili dell'apertura di altrettante procedure d'infrazione a danno del nostro Paese. Se, viceversa, si optasse per un Dl snello tutto ciò che non è strettamente legato alle liberalizzazioni verrebbe spacchettato in due o tre decreti da varare nelle prossime settimane.
Alcune misure pensate per lo sviluppo potrebbero comunque restare accanto alle soluzioni per aprire al mercato i settori "stigmatizzati" nella recente relazione dall'Antitrust. Come l'introduzione di una Srl semplificata per gli under 35 o l'estensione alle microimprese delle tutele previste dal Codice del consumo per i semplici cittadini. Mentre dalla Sviluppo economico fanno sapere che difficilmente nel testo troverà spazio lo sblocco delle frequenze per il digitale terrestre.
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