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Questo articolo è stato pubblicato il 16 gennaio 2012 alle ore 15:57.

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Nervosi. Agitati. Sarebbe questo lo stato d'animo di moltissime persone, soprattutto giovani, in attesa della suoneria che segnala il ricevimento di un messaggio di posta elettronica, una condivisione su facebook o ancora una missiva che giunge da chi segue gli short messages su Twitter. A definire questo nuovo volto di una sorta di "sindrome" da smartphone è una ricerca condotta all'Università di Worchester, nel Regno Unito, presentata al Congresso della British Psycological Society.

I risultati sono sicuramente preoccupanti: su 100 utilizzatori di questi strumenti di connessione con il mondo virtuale di internet, il 37 per cento degli adulti e addirittura sei teen-agers su dieci si dimostrano del tutto dipendenti dall'apparecchio. Per giungere a questa conclusione gli studiosi guidati da Richard Balding hanno compilato uno speciale questionario e sono stati sottoposti a test psicometrici mirati.

Dalle valutazioni dei dati raccolti è infatti emersa una vera e propria dipendenza dai suoni e dalle vibrazioni che annunciano un contatto con l'esterno, tanto che a volte si percepiscono segnalazioni inesistenti di messaggi o comunicazioni mai ricevute. Il silenzio dello smartphone appare quindi una minaccia per il benessere psicologico di tante persone, che si sentono sotto intenso stress o addirittura infelici se questa loro finestra con amici e colleghi si zittisce per periodi prolungati.

«Ad essere onesti è quasi pauroso il tempo che le tante persone che hanno uno smartphone dedicano a questo oggetto, in considerazione dell'effetto che può avere sulle loro vite – è il commento al Daily Mail di Richard Balding, autore dello studio». Bisogna ovviamente distinguere il buon uso di questi strumenti di connessione con la realtà professionale e la vita di relazione dall'impiego eccessivo, facilitato dall'introduzione di applicazioni sempre nuove che amplificano le opportunità d'impiego. È allora che staccarsi dal classico bing che segnala messaggio o l'attivazione di una nuova app, piuttosto che dal segnale d'arrivo di una mail, può diventare davvero difficile. E stressante.

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