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Questo articolo è stato pubblicato il 20 gennaio 2012 alle ore 18:19.

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«La cura non ha dato alcun frutto: ci aspettiamo di essere richiamati». Lo ha detto Silvio Berlusconi oggi a Milano al termine dell'udienza Mills a proposito del governo tecnico di Mario Monti. «Ci aspetteremmo di essere richiamati ad occupare le posizioni di governo che avevamo prima visto che questa è la democrazia e noi siamo stati eletti» ha poi continuato per poi spiegare: «No», non molleremo il governo «se non c'è una soluzione alternativa che promette di essere positiva, è inutile, andiamo avanti così».

E ancora, quella che sta vivendo l'Italia e l'Europa «è una crisi senza via d'uscita se non si riuscirá a convincere la Germania che la Banca Centrale deve diventare una vera Banca Centrale e se non si arriva agli eurobond» ha poi aggiunto Berlusconi secondo cui «la crisi che stiamo vivendo è europea e non solo italiana. C'è una moneta senza un Governo dietro. E la Banca centrale non dá garanzie né stampa moneta come fanno la Banca d'Inghilterra e la Fed». Per questo, secondo l'ex premier, quella che stiamo affrontando «è una crisi senza via di uscita se non si riesce a convincere la Germania che la Banca centrale deve diventare una vera banca centrale e se non si arriva agli euro-bond».

Quanto al processo Mills a suo dire «é un processo già prescritto e perciò qualunque sentenza non avrà alcun effetto perché non si avrebbe il tempo per l'appello». Berlusconi ha poi ricordato le recenti parole del Guardasigilli Severino: «Il ministro della Giustizia ha detto che ogni anno in Italia ci sono 9.000 processi penali pendenti e 140.000 prescrizioni. A Milano, però, processano solo il sottoscritto. E questo processo va avanti anche se l'accusa nei miei confronti é caduta, dal momento che Mills ha detto di aver ricevuto i soldi da Attanasio». Dito puntato, perciò, contro il sistema della giustizia italiana: «Non si capisce come si possano spendere in questo modo i soldi dei contribuenti italiani».

ll popolo della Libertà non sarebbe in crisi come dicono i sondaggi. L'ex premier assicura che «il Pdl non è in caduta libera». E spiega: «è in caduta libera tutta la politica. La colpa di questo è che è retta da regole fatte tanti anni fa dai padri costituenti».

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