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Questo articolo è stato pubblicato il 23 gennaio 2012 alle ore 18:20.

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«Evadere le tasse è peccato». È quanto ha affermato oggi pomeriggio il Angelo Bagnasco aprendo i lavori del Consiglio episcopale permanente. «Per un soggetto religioso - ha sottolineato il cardinale - questo é addirittura motivo di scandalo».

Bagnasco si è poi soffermato sulla situazione politica italiana. Di fronte ai gravi sacrifici che il Paese dovrà fare - ha detto il Cardinale - «è bene che ci si concentri in questo momento sull'obiettivo non scontato di salvare l'Italia, ci saranno poi altre occasioni per esprimere il proprio punto di vista politico». «Poichè siamo in una condizione di necessitá, che obbliga a stare sul punto senza svolazzi e facili illusioni -ha aggiunto Bagnasco- vorremmo chiedere ai nostri connazionali lo sforzo di scorgere tutto il positivo che potenzialmente può annidarsi anche all'interno di una situazione ingrata».

«Il che non significa - ha aggiunto il presidente dei vescovi italiani - rinunciare al proprio personale punto di vista sulla politica e su quanto in quell'ambito si muoveva ieri e si muove oggi. Ciascuno a suo tempo si esprimerá in coscienza. Ma oggi c'è da salvare l'Italia e c'è da far sì, cosa non scontata, che i sacrifici che si vanno compiendo non abbiano a rivelarsi inutili». «Per questo - ha proseguito Bagnasco - urge superare il risentimento che qua e lá affiora. Chi non sapeva che si andavano perpetuando a molti livelli squilibri che apparivano oltre ogni misura e quindi erano avvertiti come inaccettabili? Come si può ritenere fisiologica la condizione di giovani ultratrentenni che vivono a carico dei genitori o dei nonni?».

Governo Monti esecutivo di buona volontà
Dal Cardinale è poi arrivata una promozione del Governo Monti. «È un esecutivo di buona volontà, autonomo non dalla politica ma dalle complicazioni ed esasperazioni di essa, e con l'impegno primario e caratterizzante di affrontare i nodi più allarmanti di una delicata, complessa contingenza». Secondo il cardinale, «per certi versi questa è una stagione propizia per imprimere allo Stato e alla stessa comunità politica strutture e dinamiche più essenziali ed efficienti, lontane da sprechi e gigantismi. Per cooperare attivamente con il Governo a riequilibrare l'assetto della spesa in termini di equità reale, e metter mano al comparto delle entrate attraverso un'azione di contrasto seria, efficace, inesorabile alle zone di evasione impunita, e ai cumuli di cariche e di prebende».

Ici, la chiesa non chiede privilegi
Per quanto concerne l'Ici, il cardinale ha detto che «la Chiesa in Italia non chiede trattamenti particolari, ma semplicemente di aver applicate a sè, per gli immobili utilizzati per servizi, le norme che regolano il no profit». Ciò premesso, il presidente della Cei - che evidentemente ritiene regolari la stragrande maggioranza delle esenzioni delle quali godono gli enti ecclesiastici - auspica che non si investano «tempo e risorse in polemiche che - dice - se pur accettiamo in spirito di mortificazione, finiscono per far sorgere sospetti inutili e, in ultima istanza, infirmare il diritto dei poveri di potersi fidare di chi li aiuta».

La politica regoli la Finanza
Bagnasco ha parlato anche del rapporto fra politica e finanza. La prima è «debole e sottomessa» di fronte a «coaguli sovranazionali potenti e senza scrupoli» e «sembra che i grandi della terra non riescano a imbrigliare il fenomeno speculativo». Ma la politica deve regolare la finanza, «moderno moloch» perchè serva il «bene comune, non la speculazione».

Stato paghi per tempo debiti con imprese e cittadini
Nel corso della prolusione con cui ha aperto i lavori del Consiglio Permanente della Cei, Bagnasco ha fatto riferimento anche ai debiti dello Stato con i cittadini, sottolineando come «lo Stato deve vincolarsi a pagarli in tempo» «anche per evitare ulteriori gesti di disperazione da parte di imprenditori in difficoltà».

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