Storia dell'articolo

Chiudi

Questo articolo è stato pubblicato il 26 gennaio 2012 alle ore 06:38.

My24


«Le novità introdotte negli ultimi mesi sono così tante, abbiamo bisogno di chiarimenti come il pane». Più di mille discorsi, le parole di un commercialista in platea a Napoli riassumono il senso di Telefisco 2012, il convegno annuale del Sole 24 Ore, che quest'anno ha superato 100mila partecipanti in 150 sedi. Sei manovre in pochi mesi hanno reso indispensabile trovare un momento per mettere dei punti fermi. Capire e aggiornarsi. Ascoltare gli esperti e confrontarsi con i colleghi.
Dal decreto sviluppo del 2011 all'ultimo provvedimento sulle liberalizzazioni, le cronache dalle 12 sedi principali di Telefisco sono legate da un doppio tema ricorrente: l'attenzione ai dossier fiscali e la voglia di capire come cambieranno le regole della professione. Tariffe, sindaco unico e accesso dei giovani sono i capitoli intorno a cui si concentrano attese, interrogativi e preoccupazioni (come si legge anche nelle interviste in fondo alla pagina). Secondo Luigi Scoponi, commercialista di Ancona, «depotenziare il collegio sindacale, riducendone i componenti, significa andare nella direzione opposta rispetto al mercato, che esige maggiori controlli sull'attività delle aziende». Anche Chiara Blencio, 28enne professionista torinese, va all'attacco: «Non si possono mettere in discussione i paletti per l'accesso alla professione. Passi per la riduzione del periodo di tirocinio, ma l'esame di Stato è un filtro indispensabile». C'è anche chi guarda all'evoluzione delle regole come a un'occasione di crescita: per Luigino Sbalchiero, commercialista di Schio (Vicenza), «oggi le imprese hanno bisogno di avere accanto un professionista che possa offrire consulenze nelle scelte di business e sappia consigliare i mercati giusti: la liberalizzazione può facilitare questo cambio di mentalità».
Sul fronte fiscale, invece, c'è un argomento che più di tutti gli altri ha generato dubbi e richieste di chiarimenti: i contribuenti minimi. Vuoi perché la possibilità di pagare solo il 5% di imposte fa gola a molti clienti, in un periodo di crisi; vuoi perché i paletti per accedere al regime di favore sono aumentati parecchio dal 1° gennaio di quest'anno.
Sempre a proposito di regimi agevolati, ha incassato qualche mugugno la cosiddetta trasparenza, che scatterà dall'anno prossimo e che – in cambio dell'invio online della contabilità alle Entrate – promette tutoraggio fiscale e adempimenti semplificati. «Si può comprendere lo spirito della norma – dice Cinzia Del Core, a Milano – ma di fatto questo è un esproprio delle competenze dei commercialisti».
Molto seguite anche le relazioni sulle società di comodo e lo stop all'utilizzo del contante a partire da mille euro. Un punto, questo, che in diverse sedi solleva più di una perplessità: «Che fare se il cliente si ostina a pagare in contanti? In una fase di crisi come questa come si fa a rifiutare?».

Shopping24

Dai nostri archivi