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Questo articolo è stato pubblicato il 02 febbraio 2012 alle ore 07:48.
Sarà firmato oggi a Bruxelles, dagli ambasciatori dei Paesi membri della zona dell'euro, il trattato di istituzione dell'European stability mechanism (Esm), il fondo di stabilità permanente. Una procedura rapida, decisa all'ultim'ora, per accelerare la ratifica da parte dgli Stati partecipanti, in Parlamento o con modalità legislative analoghe: l'obiettivo resta il decollo dell'Esm «per metà 2012», reso possibile con la ratifica di un numero di Stati tale da rappresentare almeno il 90% del capitale paid-in da 80 miliardi.
L'Italia parteciperà fin dall'inizio con il versamento di 2,9 miliardi, la prima di cinque rate uguali annuali. Qualsiasi Stato potrà decidere di accelerare il versamento delle rate: un'apertura che soddisfa le esigenze specifiche della Finlandia, per la quale il versamento di un'unica somma potrebbe incontrare un iter legislativo agevolato.
Il trattato, nella versione approvata prima dall'Eurogruppo e confermata dal Consiglio europeo informale del 30 gennaio, stabilisce che la dotazione dei due fondi (Efsf e Esm) è complessivamente pari a 500 miliardi. Ma predispone la possibilità di aumentare la potenza di fuoco tramite una decisione del board costituito dai ministri delle Finanze, senza dover riscrivere il trattato: l'operatività in parallelo dell'Efsf con i suoi 440 miliardi e dell'Esm con i suoi 500 miliardi potrebbe essere approvata dal Consiglio europeo il primo marzo. Anche l'accelerazione del versamento delle rate del capitale paid-in non comporterà modifiche al testo del trattato.
Dopo infiniti ritocchi, l'Esm nascerà con una governance più snella e con modalità di funzionamento che avranno impatti meno traumatici per il mercato rispetto alle prime stesure del trattato. È stata introdotta una 'situazione d'emergenza' che consente al fondo di approvare gli aiuti richiesti da uno Stato con una maggioranza all'85% e non all'unanimità. Per evitare ostacoli alla ratifica del Parlamento finlandese, contrario al voto all'85%, è stato previsto un fondo di emergenza che accantonerà somme di denaro tali da coprire eventuali perdite nel caso di default dello Stato soccorso: una rete di sicurezza della quale trarranno beneficio più Paesi.
Confermata, nella formula finale dell'Esm, l'assenza di qualsiasi automatismo di partecipazione del settore privato (Psi) a eventuali ristrutturazioni del debito del Paese aiutato dal fondo. L'Esm, assieme alla Bce e alla Commissione europea, valuteranno caso per caso il coinvolgimento dei privati con una procedura definita dagli esperti «blanda». L'avvio di un programma di assistenza finanziaria presso il fondo, è stato chiarito, non farà scattare automaticamente il famigerato Psi. Come anticipato dal Sole 24 Ore, l'introduzione delle clausole di azione collettiva nei titoli di Stato di nuova emissione e con scadenza superiore a un anno sarà posticipata al 1° gennaio 2013: non avverrà più a metà di quest'anno, come inizialmente previsto.
I.B.
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