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Questo articolo è stato pubblicato il 02 febbraio 2012 alle ore 14:43.
Mario Monti a Matrix (LaPresse)
Come prevedibile, le parole del premier Mario Monti ieri sera a Matrix hanno scatenato una valanga di reazioni. Politica, sindacati, più o meno giovani che affidano il loro pensiero a internet. Un po' come successo qualche giorno fa, quando il viceministro Martone aveva definito «sfigato» chi si laurea a 28 anni. Non c'è tema come il binomio giovani-lavoro per suscitare dibattito.
Che cosa ha detto Monti? Le sue parole esatte sono: «I giovani devono abituarsi all'idea che non avranno un posto fisso per tutta la vita; del resto, diciamo la verità, che monotonia un posto fisso per tutta la vita: è più bello cambiare, avere delle sfide. Purché siano in condizioni accettabili».
Su Twitter il trending topic di oggi, ovvero i termini più utilizzati dagli utenti, sono #postofisso e #monotonia. Sul tema arrivano decine di tweet al minuto.
Si legge: «Il #postofisso tutta la vita? Che #monotonia". Però le banche, quando si parla di concedere mutui, preferiscono le persone monotone», e ancora «monotonia è una vita senza sogni, senza progetti. E purtroppo senza un #postofisso gli unici sogni che ti puoi permettere sono deprimenti!»
Forse è questo l'umore più diffuso in rete: la frustrazione dei giovani che il posto fisso non ce l'hanno - i dati Istat di due giorni fa evidenziavano come un giovane su tre oggi sia senza lavoro - e per questo non riescono a costruirsi un futuro. Ma si legge anche: è stata solo una battuta decontestualizzata, «basta ipertutele per alcune categorie, vogliamo più tutele per noi giovani».
Altri dicono che in effetti la prospettiva del cambiamento e della realizzazione di un progetto è stimolante solo che, come scrive Jean Pierre nei commenti del Sole24ore.com, «oggi la mobilità è come la scalata di una parete».
Sono «le condizioni accettabili» di cui parla Monti che nell'Italia di oggi, si evince dai commenti, latitano. E poi, scrive Orobie2, «un conto è scegliere di cambiare posto di lavoro, un altro essere buttato fuori perchè non servi più....e credo che forse sia meglio annoiarsi che essere disoccupato».
C'è anche chi segue il filo del discorso di Monti: «I fatti sono che il lavoro fisso com'era inteso negli anni '70 non esiste più. Pensare di entrare in un'azienda a inzio carriera ed uscire dalla stessa con la pensione e l'orologio ricordo non trova riscontri nell'attuale mercato del lavoro. E personalmente sono convinto sia giusto così», afferma luca.dante.peri sul Sole24ore.com.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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