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Questo articolo è stato pubblicato il 03 febbraio 2012 alle ore 19:56.

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Ecco la traduzione integrale dell'intervista che Silvio Berlusconi ha rilasciato al quotidiano britannico Financial Times.

Silvio Berlusconi ha dichiarato che intende "farsi da parte" e lasciare la prima linea della politica italiana, e ha rivelato di non avere intenzione di ricandidarsi alla carica di primo ministro.

Nella prima intervista che ha rilasciato da quando nel novembre scorso si è dimesso nel pieno scompiglio dei mercati finanziari, Berlusconi ha parlato con il "Financial Times" nella sua residenza di Roma di vari argomenti, da quello che egli chiama lo scalpore creato dai media per le sue feste "bunga bunga", alla sua collera per i magistrati "di sinistra" che lo braccano nei tribunali, alla sua iniziativa per promuovere riforme politiche e giudiziarie di vasta portata.

Berlusconi ha anche dato la sua più forte e totale approvazione finora al governo dei tecnocrati guidato da Mario Monti che è subentrato al suo, e in particolare all'intenzione di procedere concretamente ad ambiziose riforme del mercato del lavoro avversate dai sindacati dei lavoratori.
Il consenso manifestato da Berlusconi nei confronti di Monti – espresso incondizionatamente, seppur con qualche riserva per gli aumenti tributari imposti nel dicembre scorso – probabilmente risulterà gradito agli investitori e ai leader europei, preoccupati che l'ex primo ministro italiano possa cercare di destabilizzare il nuovo governo e mettere in scena un suo ritorno alla politica.

«Ormai mi sono fatto da parte, anche nel mio partito» ha detto Berlusconi, facendo notare che le tre vittorie elettorali conseguite dal 1994 hanno in ogni caso fatto di lui il primo ministro in carica per più tempo dalla fine della guerra. Il suo partito di centrodestra, il Popolo della Libertà, sotto la sua leadership per 18 anni, sta entrando ora in un periodo di transizione.

Berlusconi ha detto di essersi dimesso nel novembre scorso per essere stato attaccato "da un'ossessiva campagna dei media nazionali e stranieri che mi accusavano personalmente e accusavano il governo per l'alto spread dei titoli di stato italiani e per la crisi del mercato azionario". «Dopo aver esaminato attentamente le cause della crisi, che non sono da ricercarsi in Italia bensì in Europa e nell'euro, ho creduto che qualora fossi rimasto al governo avrei arrecato danno all'Italia, tenuto conto che avremmo avuto ancora altre campagne mediatiche ostili» ha detto. «Quindi, con senso di responsabilità, pur avendo la maggioranza in entrambe le camere del parlamento…mi sono fatto da parte, e l'ho fatto con eleganza».

Un vivace Berlusconi ha insistito di essere "ancora giovane" con i suoi 75 anni e ha mostrato i segni di una contusione che dice di essersi provocato giocando a hockey sul ghiaccio con Vladimir Putin. Ha tuttavia reso noto che sarà troppo anziano per candidarsi ancora alla carica di primo ministro nelle elezioni previste nella primavera del 2013. Berlusconi ha per altro ribadito il suo pieno appoggio ad Angelino Alfano, l'ex ministro siciliano della giustizia, l'attuale 41enne segretario del partito, suo indiscutibile erede. Per la prima volta, però, Berlusconi ha anche detto chiaramente che per scegliere il proprio candidato alla carica di primo ministro il Partito della Libertà – che resta il partito più importante in parlamento – terrà le primarie.

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