Storia dell'articolo

Chiudi

Questo articolo è stato pubblicato il 05 febbraio 2012 alle ore 18:40.

Accedi a My

I segni dei copertoni sull'asfalto sono la fotografia di questo turno di campionato anomalo, nel segno della romantica contemporaneità dei tempi andati ad eccezione di Cesena-Catania rinviata per neve. Le prime cinque frenano tutte. Qualcuno (l'Inter) addirittura inchioda. Per Juve e Milan niente balzi in avanti e niente gol. Non ne approfittano, dietro, né Lazio né Udinese.

Alla fine dei conti, nonostante lo 0-0 casalingo, il turno odierno si rivela ancora favorevole alla Juventus per almeno tre motivi. Prima di tutto nessuno ‘osa' avvicinarsi alla capolista,. Secondo, alla Juve resta un virtuale asso nella manica visto che ha una partita in più da recuperare con il Parma e terzo Ibrahimovic ha pensato bene di dispensare schiaffoni giocandosi forse la possibilità di guidare i suoi all'arrembaggio il 25 febbraio prossimo, quando il Milan incontrerà i bianconeri nello scontro diretto.

Ma intanto l'uomo del giorno è il tecnico del Siena Sannino. Al di là della piccata polemica della Juventus per un rigore piuttosto solare non concesso da Peruzzo (per bocca di Beppe Marotta che lamenta una scarsa attenzione alle designazioni arbitrali, avrebbe voluto un internazionale) i toscani sono riusciti con una difesa sempre attenta a limitare le incursioni juventine, e dove non sono arrivati i difensori ha fatto un ottimo lavoro il portiere Pegolo. Fatali sono stati gli ultimi minuti, quelli che avrebbero potuto costituire una svolta e avrebbero potuto spianare la strada alla prima vera fuga stagionale. L'arbitro in effetti ha sorvolato su un fallo di mano di Vergassola, al 42'. Nei minuti mancanti ci hanno provato sia il Siena che la Juventus ma il risultato non si è schiodato. Resta il fatto che gli uomini di Conte sono stati meno lucidi del solido e più macchinosi consentendo al Siena di chiudere tutti gli spazi e di riposizionare costantemente la linea arretrata. Senza reti anche la fida tra Milan e Napoli, a San Siro. Poche emozioni e qualche errore di impostazione da parte del Milan soprattutto, e Napoli molto concentrato in difesa, spesso arroccato. L'uomo più pericoloso è ancora una volta Ibrahimovic, sicuramente il più intraprendente dei suoi ma questa volta non solo non riesce a fare la differenza, ma macchia la sua prestazione con un brutto gesto (una manata rifilata volontariamente ad Aronica) che gli costerà come minimo due giornate di squalifica. Forse innervosito dal sospetto contatto in area con Campagnaro, non sanzionato dal direttore di gara e dal successivo episodio da moviola quando è toccato al suo compagno Robinho protestare invano per un presunto fallo in area sugli sviluppi di un calcio d'angolo.

Giornata nera per l'Inter e, per contro, giornata eccezionale per la Roma che non solo rialza la testa ma rinnova finalmente il contratto a Daniele De Rossi, notizia tanto attesa negli ambienti giallorossi. La partita è a senso unico. L'Inter, per stessa ammissione di Ranieri, non è neppure scesa in campo. Il risultato infatti, 4-0, suona come una disfatta pesantissima che porta con sé la consapevolezza che, nonostante un accenno di illusione collettiva, la squadra nerazzurra non ha le carte in regola sul piano del carattere per poter davvero sperare in una rimonta in chiave scudetto. Un gol di Juan, una doppietta di Borini e una rete nel finale di Bo0jan. Senza togliere meriti alla Roma sono emersi con una limpidezza disarmante tutti i limiti dell'Inter. Ma cadono anche Lazio e Udinese, lasciando praticamente immutata la parte alta della classifica. Per gli uomini di Guidolin la solita trasfigurazione in trasferta rispetto alle ottime gare disputate al Friluli. Dopo i ko di Genova e di Torino oggi hanno pagato pegno a Firenze pur passando in vantaggio con il solito Di Natale (in vetta alla classifica cannonieri con 16 gol). I viola però riescono a reagire con grande grinta agguantando il pareggio con un rigore realizzato da Jovetic e il gol decisivo di Cassani nella ripresa. Poi l'Udinese si arrende e c'è tempo anche per il terzo gol che arriva nuovamente su calcio di rigore. La Lazio lotto con i denti per non lasciare Marassi sconfitta ma la sua rimonta si ferma a metà strada. Nell'anticipo della 12.30 parte fortissimo il Genoa che si porta sul 3-0 grazie alla doppietta di Janokvic e al gol di Palacio. Reja si illude vista la buona risposta dei suoi che riescono ad accorciare le distanze prima con il gol di Ledesma e in seconda battuta con il rigore trasformato da Gonzalez. Ma è il 44' e non c'è tempo per completare l'impresa. Oltre al risultato sulle spalle della Lazio pesano gli infortuni di Hernanes, ancor prima di cominciare la gara e di Rocchi. A completare il quadro a tinte fosche, l'espulsione di Diakitè. Buona la marcia del Palermo che impone la sua legge casalinga anche all'Atalanta, battuta 2-1, un'Atalanta che ha perso la carica e lo smalto dell'avvio di campionato quando, per far fronte alla penalizzazione, ha dovuto per forza di cose forzare il passo. Importante vittoria esterna di Donadoni con il suo Parma che batte il Chievo al Bentegodi per 2-1 il Chievo. Pareggi senza reti per gli scontri salvezza tra Lecce eBologna e Novara e Cagliari.

Commenta la notizia