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Questo articolo è stato pubblicato il 06 febbraio 2012 alle ore 06:00.

Sono passati alcuni provvedimenti «con meccanismo di vecchia maggioranza, anche contro le indicazioni del governo stesso: questo è un problema. Siamo leali, sosteniamo il governo, ma non ci lasciamo prendere in giro».
Bersani rispondeva ai giornalisti che gli chiedevano un commento all'editoriale del direttore dell'Unità, Claudio Sardo, dal titolo 'Se il governo cambia natura'. Il segretario Pd, accompagnato dalla moglie e dalle due figlie, ha votato a Piacenza alle primarie per individuare il candidato del centrosinistra alla successione del sindaco Roberto Reggi.
«Dire che ha cambiato natura - è stata la replica di Bersani - mi sembra esagerato. Io ho segnalato alcuni fatti, che sono: un colpo di mano sulle nomine Rai, una norma anti-magistrati e degli emendamenti al Senato sulle liberalizzazioni. Sono tutte cose approvate con meccanismo di vecchia maggioranza anche contro le indicazioni del Governo stesso. Questo è un problema. Noi siamo leali, trasparenti, sosteniamo il Governo ma non ci lasciamo prendere in giro. Questo è il messaggio che voglio dare, e quindi adesso ci si dia una regolata».
E sul lavoro Bersani osserva: «Noi come Pd le nostre proposte le abbiamo consegnate al Parlamento e a quel tavolo vigileremo su quel che accade e nessuno interferisca, tutti quanti debbono sottolineare che non abbiamo bisogno di tensioni, divisioni, di fasi di rottura in un anno difficilissimo».
Gasparri: non è il capoclan, si dia una regolata
Bersani ci intima di darci una regolata? Cambi tono. Non è il capoclasse. Nel merito gli diciamo: sul lavoro giustamente si sentono le parti sociali, in primis i sindacati, e sulle liberalizzazioni si dovrebbero lasciare intatti carrozzoni rossi dei servizi pubblici locali e non ascoltare le categorie? Non si può». È Maurizio Gasparri ad aggiungere: «Sulla giustizia, deputati di destra, centro e sinistra votano per la responsabilità civile dei giudici e il Senato dovrebbe cancellare la scelta? La valuteremo nel merito, ma il principio resterà. Sulla Rai Bersani istiga a scelte incostituzionali e noi dovremmo convenire? Non esiste. Il Parlamento ha poteri scanditi dalla Corte costituzionale. Chi li viola va davanti al giudice. Quindi - conclude il capogrppo Pdl al Senato - si lavori sui problemi, ci si confronti su riforme e legge elettorale. Per il resto Bersani si dia una regolata».
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