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Questo articolo è stato pubblicato il 06 febbraio 2012 alle ore 05:51.
La Finlandia svolta a destra. Il candidato conservatore alla presidenza Sauli Niinisto ha vinto il ballottaggio con il rivale Pekka Haavisto. Manca ancora l'ufficialità, ma Niinisto, europeista favorito alla vigilia e già vittorioso al primo turno, ha raccolto il 62,8% delle preferenze con il 96% dei voti scrutinati, contro il 37,2% dell'avversario. Haavisto ha già riconosciuto la sconfitta. Niinisto è il primo presidente conservatore dal 1956 e mette fine a 30 anni di egemonia socialdemocratica. La sua vittoria completa la svolta a destra: il partito conservatore Kokoomus ha ora governo e presidenza, per la prima volta dal 1917, data dell'indipendenza della Finlandia.
Niinisto, 63 anni, è il primo capo dello stato conservatore dal 1956, una carica appannaggio dei socialdemocratici per 30 anni. Succede alla popolarissima Tarja Halonen, prima donna capo dello stato nordico, che non può essere rieletta avendo già completato due mandati.
Le temperature di oggi, tra i meno 30 ed i meno 40 gradi, non hanno tenuto lontani dai seggi i circa 4,4 milioni di elettori iscritti alle liste, il 36 per cento dei quali aveva comunque già votato in seggi aperti in librerie pubbliche, scuole e grandi magazzini.
Ex ministro delle Finanze, il presidente eletto è un esponente di spicco del partito di centro-destra 'Kokoomus' (Coalizione nazionale) del primo ministro Jyrki Katainen, che con i suoi 40 anni è il più giovane capo di governo dell'Unione europea. I conservatori controllano ora governo e presidenza.
Convinto europeista, Niinisto aveva incentrato la propria campagna elettorale sul futuro dell'Unione europea e sulle ricette per uscire dalla crisi che attanaglia le economie di Eurolandia, di cui Helsinki fa parte.
Secondo gli osservatori, ha beneficiato della grande credibilità ispirata all'elettorato in un periodo di crisi finanziaria, principale preoccupazione per i finlandesi, secondo i sondaggi.
Haavisto, giunto al ballottaggio grazie alla sua vasta esperienza internazionale e ai successi ottenuti al ministero dell'Ambiente, potrebbe aver pagato la sua dichiarata omosessualità e la convivenza con un parrucchiere ecuadoriano, un ostacolo per l'elettorato più tradizionalista.
A Bruxelles sperano che la vittoria di Haavisto riduca le montanti pressioni sul governo di coalizione per adottare una linea più dura nei confronti dei partner europei indebitati e le tentazioni anti-euro.
La Finlandia è uno dei pochi Paesi rimasti nell'Ue con la tripla A e i candidati euroscettici usciti sconfitti al primo turno avevano proposto il ritorno alla moneta nazionale, il marco finlandese, durante la campagna elettorale.
In qualità di presidente, Niinisto avrà scarso potere esecutivo, al di là della politica estera e di difesa, ma potenzialmente avrà una forte influenza sull'opinione pubblica finlandese. Un capo dello stato euroscettico avrebbe potuto fare pressioni sul governo per dire no ai salvataggi dell'Ue dei Paesi schiacciati dai debiti.
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