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Questo articolo è stato pubblicato il 08 febbraio 2012 alle ore 16:41.
«Chiediamo che lo stato di calamità venga integrato con lo stanziamento di fondi per il risarcimento dei danni subiti dalle attività produttive». Questa la richiesta che oggi Confindustria Rimini, segnalando i rischi di un fermo produttivo, inoltra alla regione dopo l'ondata di maltempo che ha colpito il territorio. Se l'Emilia-Romagna ha dichiarato lo stato di crisi regionale fino al 31 maggio 2012 per le eccezionali nevicate e gelate, Confindustria ricorda che «questo riguarda l'incolumità pubblica e l'assistenza, lasciando scoperto l'aspetto dei danni subiti dalle imprese».
I danni
L'associazione tira le somme dei danni subiti soprattutto nell'entroterra tra stabilimenti chiusi e produzione a singhiozzo, interruzione delle linee telefoniche e difficoltà ad accedere al gas, senza dimenticare i danni strutturali ai capannoni. «In alcune aree, per esempio l'Alta Valmarecchia - sottolineano gli industriali - i mezzi pesanti che portano le materie prime e gli approvvigionamenti non riescono ad accedere alle aziende a causa dell'impraticabilità della rete viaria. Pur apprezzando gli sforzi degli enti preposti, il ritmo con cui si sta procedendo per migliorare la percorribilità delle strade sembra non rispondere alle esigenze legate alla produzione». Su questo «occorre un intervento immediato con mezzi adeguati per risolvere la situazione. In caso contrario, in pochi giorni, si potrebbe rischiare in alcuni casi il fermo produttivo», mette in guardia Confindustria.
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