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Questo articolo è stato pubblicato il 08 febbraio 2012 alle ore 15:14.
Consiglio supremo di difesa
Bisogna «avviare, in tempi contenuti, la razionalizzazione del sistema Difesa, al fine di eliminare ridondanze e inefficienze e correggere con ogni possibile urgenza l'attuale sbilanciamento delle componenti strutturali di spesa, che penalizza fortemente i settori dell'esercizio e dell'ammodernamento». È l'indicazione emersa dal Consiglio Supremo di Difesa, presieduto al Quirinale dal Capo dello Stato, Giorgio Napolitano, e a cui ha preso parte, tra gli altri, il presidente del Consiglio, Mario Monti.
«In questa fase - si legge nella nota diffusa al termine del consiglio - durante la quale dovranno comunque essere garantite le capacità umane e tecnico-militari necessarie ad assolvere i prioritari compiti nelle missioni internazionali, potrà essere necessario rimodulare, laddove consentito dalla possibilità e dalla convenienza economica di mantenere in servizio i mezzi esistenti, alcuni significativi programmi di investimento».
In tale prospettiva, il Consiglio guarda alla progressiva integrazione multinazionale delle Forze Armate nell'ambito europeo della Politica di Sicurezza e Difesa Comune (PSDC) come a un passaggio ormai ineludibile nel processo di riorganizzazione e di potenziamento delle capacità di intervento del nostro strumento militare. Un'innovativa iniziativa italiana in tale settore - sottolinea la nota - potrebbe inoltre concorrere al consolidamento della coesione politica europea e dare impulso al processo di integrazione economica e istituzionale dell'Unione, che sempre più si rivela di importanza davvero fondamentale per il futuro del nostro Paese».
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