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Questo articolo è stato pubblicato il 08 febbraio 2012 alle ore 14:37.

La Regione Lombardia ha tolto il velo alle strategie che porteranno il 50% della popolazione ad avvalersi di connessioni a 100 Megabit. Entro il 2020, e in un contesto tecnologico è un tempo ristretto, saranno 4,3 milioni i lombardi che godranno dei benefici di questo progetto che, oltre ad essere ambizioso, è anche il primo a risultare convincente. Durante la conferenza stampa di lunedì 6 febbraio il presidente Formigoni ha dato rilievo all'entità della sfida alla quale va il merito di essere solida e strutturata.
L'analisi è cominciata già durante il 2010 e ha subito una battuta d'arresto a metà del 2011, quando gli operatori nazionali – coinvolti dalla Regione – non hanno saputo trovare un accordo per progredire. Da noi raggiunto al telefono, l'Assessore all'Ambiente, energia e reti Marcello Raimondi ha voluto sottolineare come il tavolo delle trattative sia stato comunque proattivo non fornendo però una comunione di intenti condivisa da tutti i partecipanti.
"La volontà di trovare un'alternativa al di là delle difficoltà oggettive è stata forte", continua l'Assessore parlando dell'accordo siglato con la Metroweb e F2i, giganti della fibra ottica i quali, forti di esperienze fatte in diverse città europee, porteranno la Rete a 100 Megabit in Lombardia.
Partendo dai capoluoghi di provincia si estenderà la rete super-veloce attraverso un percorso cablato che raggiungerà 167 comuni; più che il valore del progetto in sé, comunque da non minimizzare, va sottolineato il modello che rappresenta e la possibilità che altre regioni ricalchino il piano d'azione lombardo. La strategia adottata tiene conto della convergenza tra rete fissa e quella mobile, sfruttando la tecnologia Long Term Evolution (LTE)per garantire velocità maggiori anche alla metà dei lombardi che vedrà i 100 Megabit dopo il 2020. La fase più delicata sarà quella del passaggio graduale dal rame alla fibra ottica, operazione più invasiva a livello territoriale ma necessaria.
Oltre ad essere un progetto in linea con le direttive dell'Agenda Digitale europea (che stabilisce parametri perfettamente ricalcati dal progetto) l'accordo firmato dalla Regione è un ottimo punto di incontro tra pubblico e privato. Il budget stanziato sfiora gli 1,2 miliardi di euro che non ricadranno interamente sulla cosa pubblica, una somma destinata a dare una sferzata anche all'economia locale oltre a dare vita all'acclamato modello "Fiber To The Home" (FTTH) del quale, come detto, godranno metà dei lombardi. Anche sul piano dei costi qualcosa si muove: l'Assessore Raimondi porterà in giunta venerdì prossimo la legge sviluppo, incentrata sull'abbattimento dei costi della cablatura, tenendo così un occhio ben aperto anche sul budget assegnato allo sviluppo tecnologico della regione.
Non si tratta di sciorinare meriti politici, quanto di analizzare la situazione: la Lombardia si pone come apripista in un progetto ambizioso e nel frattempo resta attiva nell'azzeramento del digital divide che "verrà concluso nei prossimi mesi e riguarderà ben 707 dei 1544 comuni lombardi. Segno che, in tempo di crisi, l'ente pubblico deve operare a vantaggio di aziende e cittadini", conclude l'Assessore Raimondi.
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