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Questo articolo è stato pubblicato il 09 febbraio 2012 alle ore 11:00.
Fabio Capello (Ansa)
«Harry Redknapp s'è svegliato ieri mattina domandandosi se ora di sera sarebbe finito in galera, è invece andato a dormire interrogandosi se sarà lui il prossimo allenatore della nazionale inglese di calcio». Il commento del Times di oggi manca un passaggio: Harry Redknapp, allentatore del Tottenham, non deve aspettare il giudizio di nessuno, deve solo chiarirsi le idee.
Che sia lui il predestinato, poche ore dopo aver evitato una condanna per evasione fiscale, era evidente da un pezzo. La decisione di Fabio Capello anticipa di qualche mese quanto molti sospettavano. E tanto basta per fare pensare a un complotto, una mossa per «eliminare» il coach italiano amato moltissimo, in passato. Capello resta un allenatore apprezzato, ma a lui molti commentatori imputano, ed è inevitabile, la debacle dei mondiali. La sensazione che agli europei il risultato potrebbe non essere molto diverso s'è vieppiù diffusa.
Tanti, quindi, credono che il caso Terry sia una scusa. C'è chi la considera a favore della federazione e chi a beneficio di Capello. Opinioni. La realtà dei fatti è che l'allenatore italiano ha vissuto come uno sgarbo insopportabile la decisione della federazione di togliere a John Terry la fascia di capitano per le frasi razziste lanciate a un avversario – in un incontro di club – di colore. Per Capello era necessario attendere il verdetto di una corte e sulla scorta di una sentenza penale eventualmente procedere. La riteneva prerogativa esclusivamente sua e non della federazione.
La Fa ha agito diversamente sulla base di un verdetto sportivo e lo screzio si è concluso con l'addio. Inzuppato ora da toni nazionalisti il Daily Express s'è lanciato in un titolo significativo: Harry Redknapp è ora libero di guidare la sua nazione. Il Sun gioca con le parole e si spinge in un HArriVederci. Ma è toccato a Wayne Rooney rivendicare la centralità del passaporto. «Deve essere un coach inglese. Harry Redknapp va bene». Anche il primo ministro, David Cameron, s'è sentito in dovere di dire la sua. «Mi dispiace per Capello, ma ha sbagliato sulla fascia per Terry».
Forse. Resta da capire e solo la storia (calcistica) ce lo dirà se è davvero la fascia il motivo ultimo di una rottura che mette in salvo Capello dai rischi di una brutta figura agli europei, ma soprattutto dà alla federazione una buona scusa - il cambio in corsa all'ultimo istante - qualora il risultato sui campi di Polonia e Ucraina non dovesse andare più in là di quelli in Sud Africa. Resta l'amarezza per un'avventura straordinaria: nessun allenatore ha mai fatto vincere l'Inghilterra tanto quanto Fabio Capello. Un merito che non gli toglierà nessuno.
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