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Questo articolo è stato pubblicato il 09 febbraio 2012 alle ore 16:00.
Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, a Roma, nella sala degli specchi del Quirinale durante le celebrazioni della giornata in memoria dell'eccidio delle foibe
«È la visione europea che ci permette di superare ogni tentazione di derive nazionalistiche, di far convivere etnie, lingue, culture e di guardare insieme con fiducia al futuro». Così il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, nel suo discorso in occasione del Giorno del Ricordo, dedicato ai martiri delle Foibe. «È in Europa che dobbiamo trovare nuovi stimoli, facendo leva anche sulle minoranze che risiedono nei nostri Paesi e costituiscono una ricchezza da tutelare, un'opportunità da comprendere e cogliere fino in fondo».
«Serve ricordare anche per ripensare a tutti i fatali errori al fine di non ripeterli mai più», ha detto Napolitano. «E' la sesta volta che lo celebro qui (la legge che lo ha istituito risale al marzo 2004, n.d.r.) e credo di poter dire che di anno in anno abbiamo sempre arricchito di nuovi punti di vista e di nuovi accenti la scelta della memoria e dell'omaggio che il Parlamento ha voluto sancire per legge». Il presidente ha espresso il suo «sentimento di vicinanza e solidarietà mio personale e delle istituzioni repubblicane ai familiari delle vittime delle orrende stragi delle Fobie e ai rappresentanti delle associazioni che coltivano la memoria di quella tragedia e dell'esodo di intere popolazioni».
Il capo dello Stato ha anche insistito molto sulla necessità di «coltivare la memoria e ristabilire la verità storica». Perché l'istituzione del Giorno del Ricordo ha contribuito a mettere fine a «ogni residua congiura del silenzio», ha continuato Napolitano, citando il proprio intervento della cerimonia dello scorso anno.
Proprio per coltivare la memoria, Napolitano ha annunciato una sua prossima e già programmata visita in Friuli per rendere omaggio alle vittime dell'eccidio di Porzus. Napolitano ha inserito l'annuncio nell'ambito di un riferimento al suo incontro dello scorso anno a Zagabria e poi a Pola con il presidente croato, conclusosi con una dichiarazione congiunta che richiama valori comuni «nel perdonarci reciprocamente il male commesso».
Napolitano ha ricordato «le contrapposizioni e lacerazioni che le nostre aree di confine hanno vissuto nella fase conclusiva della Seconda Guerra mondiale e subito dopo. E tra i drammi di quel tormento storico ci furono persino conflitti, che ebbero un costo atroce di vite umane, tra le formazioni partigiane che combatterono dalla stessa parte contro il nazifascismo». Ecco il perché della prossima visita in Friuli in ricordo dell'eccidio di Porzus.
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