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Questo articolo è stato pubblicato il 09 febbraio 2012 alle ore 10:45.

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Sono almeno 37 le persone uccise in Siria oggi all'alba, di cui 30 solo a Homs. Lo riferiscono attivisti siriani, tra cui testimoni presenti nella terza città siriana e interpellati dall'Ansa via Skype. «L'orrenda violenza contro il popolo siriano deve finire, Bashar Assad deve dimettersi così che una transizione democratica possa iniziare immediatamente». A dichiararlo è stato il presidente americano Barack Obama, nell'intervista rilasciata a "La Stampa" a poche ore dall'incontro con Mario Monti.

Il Segretario generale dell'Onu, Ban Ki-moon, ha intanto annunciato oggi una missione congiunta delle Nazioni Unite e della Lega araba in Siria, riferendo alla stampa di un colloquio telefonico con il numero uno dell'organizzazione panaraba, Nabil al Arabi. «Mi ha informato di voler far tornare in Siria la missione degli osservatori della Lega araba e ha chiesto l'aiuto delle Nazioni Unite», ha detto Ban conversando con i giornalisti a margine del briefing in Consiglio di sicurezza. «Mi ha anche suggerito che potremmo prendere in considerazione l'ipotesi di una missione congiunta in Siria, con la presenza di un inviato speciale congiunto», ha aggiunto, precisando che le consultazioni partiranno nei prossimi giorni con i membri del Consiglio.
La Lega araba ha sospeso la missione degli osservatori il 28 gennaio scorso a causa delle crescenti violenze da parte delle forze del regime nelle città siriane protagoniste delle rivolte di questi ultimi mesi.

Ahmedinejad ribadisce appoggio a Damasco
Nel frattempo il regime di Bashar el Assad incassa il rinnovato sostegno del presidente iraniano, Mahmoud Ahmedinejad: «Gli Stati Uniti e i loro alleati cercano di provocare una nuova guerra nella regione per cercare di infrangere il fronte della resistenza islamica e salvare il regime sionista - ha dichiarato Ahmedinejad in un comunicato diffuso dalla Presidenza della Repubblica - ma crediamo che rimanendo uniti e fidando nella saggezza possiamo resistere».

Israele, rischio trasferimento armi sofisticate a Hezbollah
Il ministro israeliano della Difesa, Ehud Barak, parlando alla radio militare ha intanto lanciato un avvertimento: in caso di caduta del regime di Bashar al-Assad, vi è il rischio concreto che molte armi sofisticate passino dalla Siria nelle mani degli Hezbollah libanesi. «Bisogna stare all'erta per impedire il trasferimento di armi sofisticate dalla Siria a Hezbollah e al Libano», ha affermato Barak, sottolineando che lo Stato ebraico sta monitorando «attentamente e con costanza questa eventualità». Barak ha aggiunto che, a suo giudizio, la caduta del presidente siriano è solo una questione di tempo. «Il destino di Bashar al-Assad è ormai scritto. La sua situazione peggiora di settimana in settimana», ha osservato. Già lo scorso mese il generale Amir Eshel, capo delle forze aeree israeliane, aveva denunciato che «grosse quantità di armi chimiche e biologiche» continuano ad affluire in Siria, «principalmente dall'est Europa». «È una grande preoccupazione poichè non sappiamo chi entrerà in possesso di queste armi» dopo la caduta di Assad, aveva spiegato.

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