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Questo articolo è stato pubblicato il 19 febbraio 2012 alle ore 20:17.
In Spagna maximanifestazioni contro la riforma
La Spagna protesta contro la riforma del mercato del lavoro del Governo di Mariano Rajoy che rende più facili e meno costosi per le imprese i licenziamenti. Un fiume in piena, con centinaia di migliaia di persone che hanno brandito bandiere rosse, ha invaso le maggiori città del Paese nella grande manifestazione organizzata da Ugt e Ccoo, le principali organizzazioni sindacali, che contestano al governo di «accelerare la distruzione del mercato del lavoro». «La riforma del lavoro è giusta, buona e necessaria per la Spagna», replicato sulle pagine di El Mundo il premier, augurandosi che si «trovi un compromesso», anche se non mancheranno «sacrifici» e «rinunce».
Altri slogan dai leader giovanili dei sindacati che hanno minacciato che «la mobilitazione continuerà se il Governo non riesce a correggere» la riforma. Almeno mezzo milione, secondo i confederali, hanno attraversato le strade di Madrid, scandendo slogan inneggianti allo sciopero e chiedendo al governo di aprire un confronto con le parti sociali. Maree umane anche nelle altre 56 città spagnole: 450mila a Barcellona, 80mila a Valencia secondo i sindacati. Altri dati invece dalla questura, che ha parlato di 50mila manifestanti nella capitale e di 20mila a Alicante e Valencia.
Ma al di là del solito balletto delle cifre, si statta della prima risposta della Spagna alle misure del neogoverno conservatore sul mercato del lavoro. L'esecutivo di Madrid, grazie a quella che ha definito una «riforma storica», spera di fare uscire il Paese dalla crisi e di far scendere i livelli di disoccupazione che hanno oramai raggiunto il 23% in generale e il 49% solo tra i giovani. La riforma di Rajoy riduce da 45 a 33 giorni per anno di lavoro l'indennità di licenziamento, e a 20 giorni per le imprese in calo di attività per nove mesi, ma crea anche incentivi per l'assunzione di giovani e disoccupati.
In piazza a Madrid era presente anche una delegazione dei Psoe, i socialisti, guidata dalla parlamentare, Soraya Rodriguez, fischiata da centinaia di persone che hanno urlato «non ci rappresenta». Alla testa della manifestazione anche ex ministri del governo di Luis Zapatero, Valeriano Gomez e Diego Lopez Garrido. Con la loro presenza alla manifestazione, i socialisti cercano di recuperare il rapporto con i sindacati e il sostegno sociale, calato con la sconfitta alle politiche dello scorso novembre.
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