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Questo articolo è stato pubblicato il 23 febbraio 2012 alle ore 16:30.

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È stata sconvocata la riunione della commissione Industria del Senato sul decreto liberalizzazioni che era prevista per questa sera a partire dalle ore 21; e salterà anche la seduta di domani mattina. Governo e relatori sono ancora al lavoro e puntano a sbrogliare i nodi ancora sul tavolo, a cominciare dalle professioni e dalle farmacie, prima di tornare alla prova del voto in commissione. Mentre il premier Mario Monti difende il pacchetto liberalizzazioni, Terzo Polo e Partito democratico lanciano l'allarme: le modifiche al decreto, dettate anche sulla base delle richieste delle lobby, possono attenuare le misure del provvedimento. Il Terzo Polo: così il nostro sì non è scontato. Intanto nel consiglio dei ministri di venerdì verrà discussa la norma sulla golden share, che prevede la possibilità per la presidenza del consiglio di dare l'altolà a scalate ostili di società coinvolte nelle forniture al sistema di sicurezza e di difesa del nostro sistema. La misura potrebbe entrare come emendamento al Dl liberalizzazioni all'esame del Senato o anche nel Dl fiscale sul tavolo del Cdm di domani.

Rutelli: in caso di arretramento, valuteremo
Dopo un incontro in Senato con i sottosegretari che stanno seguendo il provvedimento, il capogruppo del Terzo Polo a Palazzo Madama, Francesco Rutelli, ha comunque precisato: «se il governo venisse spinto su posizioni di arretramento dalle corporazioni noi convocheremmo le assemblee dei nostri parlamentari e valuteremo». Il Terzo Polo ha messo in evidenza l'«effetto palude» che ha di fatto «snaturato» il decreto sulle liberalizzazioni. «La posizione del Terzo Polo sulle liberalizzazioni è chiara - ha detto il leader dell'Udc, Pier Ferdinando Casini, rispondendo ai giornalisti in Transatlantico -. Bisogna andare avanti, certo, ma non come i gamberi». Casini si è detto poi «rassicurato dalle rassicurazioni, io mi fido di Monti». «Su assicurazioni e banche - ha invece chiarito il segretario del Pd Pier Luigi Bersani, che nel tardo pomeriggio incontrerà il presidente del Consiglio Monti - sono stati fatti alcuni passi avanti non solo passi indietro ma sulle professioni, l'energia, la benzina i farmaci si può fare di più, la discussione non è ancora finita».

Governo-relatori al lavoro
Oggi la commissione Industria si è riunita solo per pochi minuti in mattinata. Sconvocate le sedute della commissione Industria del Senato, impegnata nel decreto legge liberalizzazioni, previste per questa sera e domani mattina. I lavori per trovare la sintesi tra le diverse posizioni proseguono informalmente, nelle riunioni tra il presidente, Cesare Cursi, i relatori, Simona Vicari e Filippo Bubbico e il governo. I senatori membri della commissione si rivedranno invece domani alle 14,30 per le votazioni delle proposte di modifica. Tra gli argomenti affrontati nella riunione informale - indica il presidente della commissione Cesare Cursi - la norma sui servizi pubblici locali, che sarebbe in dirittura d'arrivo. Si rinforzerebbe la parte che riguarda i servizi in house così da favorire le aggregazioni per una maggior concorrenza. Poi si affronterebbe il pacchetto energia, e in particolare lo scorporo Eni-Snam chiarendo meglio i tempi dell'operazione. E si tratta ancora sulle farmacie nonostante un testo annunciato dal governo. In stand-by anche il tribunale per le imprese in attesa della relazione tecnica alla norma. Un accordo di massima sarebbe invece già stato raggiunto sugli articoli 26 (imballaggi), 37 (trasporto ferroviario) e 39 (diritto d'autore). Senza successo finora, quindi, il tentativo di sbrogliare la situazione da parte dei relatori, che continuano così a lavorare per cercare una sintesi tra le posizioni del governo e quelle della maggioranza.

L'altolà del Terzo Polo: il provvedimento non venga snaturato
Energia, servizio pubblico locale, farmaci sono tra i capitoli chiave sui quali si è concentrata l'attenzione dei parlamentari di Udc, Api e Fli. I cambiamenti che sono stati introdotti, ha avvertito in mattinata il leader dell'Api, Francesco Rutelli, saranno valutati. Il Terzo Polo valuterà poi se votare o meno il provvedimento. Per quanto riguarda i taxi, la proposta di Api, Udc e Fli è quella di restituire ai sindaci più potere sulle licenze ma il parere dell'Autorità dei trasporti dovrà essere vincolante. Secondo il senatore Mario Baldassarri, questa posizione sarebbe condivisa dal Governo. Il governo sarebbe pronto a dare parere positivo a un emendamento al decreto liberalizzazioni che punta a introdurre le confezioni mono-dose per i farmaci. L'emendamento del Terzo Polo era stato inizialmente dichiarato inammissibile dalla commissione Industria ma è stato riformulato e ripresentato all'articolo 11 del decreto sui farmaci.

Monti: no a modifiche al ribasso
Il Governo, ha ricordato il premier Mario Monti in occasione dell'incontro avuto in mattinata con il Presidente del Consiglio spagnolo, Mariano Rajoy, avrebbe potuto scegliere la strada dei «piccoli avanzamenti» se non addirittura attenersi alla massima latina del queta non movere, di non agitare, cioè, acque tranquille. Ma non sarebbe stata questa la strada per arrivare al traguardo di quelle «riforme alte» che, guardando all'interesse generale, consentono di far crescere e modernizzare il Paese. Impegno, questo, che, invece, questo Governo «breve ma con obiettivi di lungo termine, si è prefissato aprendo i cantieri delle liberalizzazioni e della riforma del mercato del lavoro e che vuole rispettare, mantenendo il dialogo »doveroso« con le forze politiche e sociali, ma chiudendo la porta a quelle modifiche che pregiudicherebbero questo obiettivo.

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