Storia dell'articolo

Chiudi

Questo articolo è stato pubblicato il 24 febbraio 2012 alle ore 06:39.

My24

INDIA
I marò italiani
evitano il carcere
Si è aperto uno spiraglio nello scontro diplomatico e legale tra India e Italia con la proroga di sette giorni del fermo di polizia per i due fucilieri del Battaglione San Marco - Massimiliano Latorre e Salvatore Girone - che quindi evitano, per il momento, il carcere. Sono accusati per la morte di due pescatori, il 15 febbraio scorso, al largo delle coste dello Stato indiano del Kerala. Alla distensione con le autorità indiane ha contribuito l'azione diplomatica del sottosegretario agli Esteri Staffan De Mistura; ieri l'Alta Corte del Kerala ha ammesso il ricorso in cui l'Italia contesta la giurisdizione indiana sul tratto di mare in cui è avvenuto l'incidente.
AFGHANISTAN
Rogo del Corano,
Obama si scusa
È salito a 12 il numero delle morti, tra soldati della Nato e cittadini afghani, per le violenze esplose dopo che alcune copie del Corano sono state trovate bruciate tra l'immondizia nella base americana di Bagram, in Afghanistan. Gli ultimi sono due soldati della coalizione internazionale, uccisi da un afghano in uniforme. Il presidente americano, Barack Obama, ha scritto al presidente afghano Hamid Karzai esprimendo «profondo dispiacere per l'incidente», e porgendo al popolo afghano «sincere scuse».
IRAQ
Catena di attentati,
almeno 60 morti
È di almeno 60 morti e oltre 250 feriti il bilancio provvisorio di una raffica di attentati quasi simultanei avvenuti ieri a Baghdad e in altre città irachene. Nel mirino degli attacchi - dietro cui sembra esservi la mano di al-Qaida - gli sciiti e le forze di sicurezza del Paese. Nella capitale, almeno 10 esplosioni in altrettante zone sciite hanno provocato 32 vittime; bombe e assalti di commandi armati hanno seminato il panico in molte altre province. «I terroristi di al-Qaida stanno cercando di inviare ai propri sostenitori il messaggio che sono ancora presenti in Iraq e capaci di colpire», ha scritto il ministero dell'Interno iracheno.
SIRIA
La diplomazia cerca
un cessate il fuoco
Proposta dalla Lega Araba, ospitata dalla Tunisia e con l'adesione di Usa, Europa e Turchia, la riunione del gruppo "Amici della Siria" oggi a Tunisi era stata presentata come la prima opportunità di dialogo, innanzitutto con l'opposizione siriana, invitata a compattarsi in un interlocutore unico. Ma l'escalation di violenze - in particolare a Homs, sotto le bombe da tre settimane - con la lunga scia di morti, ha reso più urgente l'intervento umanitario. A Tunisi, secondo quanto anticipato da una bozza di accordo fatta circolare, la richiesta più pressante dei rappresentanti di circa 60 Paesi, con un possibile ultimatum di 72 ore, potrebbe alla fine essere per un cessate il fuoco che permetta l'invio di aiuti
ai civili.

Shopping24

Dai nostri archivi