Storia dell'articolo

Chiudi

Questo articolo è stato pubblicato il 24 febbraio 2012 alle ore 13:54.

Accedi a My
(Epa)(Epa)

Alla vigilia della conclusione del processo Mills, nel quale è imputato Silvio Berlusconi per corruzione di testimone, l'ex presidente del Consiglio ha deciso di diffondere la sua versione dei fatti in una lunga ricostruzione, un memorandum preceduto da una breve dichiarazione del suo portavoce Paolo Bonaiuti, che ha parlato di «vigilia di una sentenza annunciata». E anche le argomentazioni dell'ex premier non fanno che riprendere la linea di difesa scelta durante gli anni del processo.

La premessa di Bonaiuti
«Appare utile ricordare, per la loro attualità, le annotazioni del presidente Berlusconi sulla vicenda Mills. Annotazioni che di per sé sole, imporrebbero una piena e totale assoluzione».

La versione di Berlusoni: Mills, un semplice avvocato
«L'avvocato Mills - sostiene Berlusconi nella ricostruzione diffusa - era uno dei tantissimi avvocati di cui all'estero si era servito occasionalmente il gruppo Fininvest. Io non ricordo di averlo mai conosciuto. A processo avviato ho appreso dagli atti processuali che Mills era l'avvocato di un armatore italiano residente in un Paese africano, del quale gestiva anche il patrimonio e seguiva gli affari. Dai conti di tale armatore, oltre a trattenersi il denaro corrispondente a parcelle emesse, si era trattenuto anche 600.000 dollari quale ulteriore compenso professionale».

Ho il record del Sistema solare di processi inventati
«In totale più di cento procedimenti, più di novecento magistrati che si sono occupati di me e del mio gruppo, 588 visite della polizia giudiziaria e della Guardia di finanza, 2.600 udienze in quattordici anni, più di 400 milioni di euro per le parcelle di avvocati e consulenti», sottolinea l'ex premier. «Dei record davvero impressionanti, di assoluto livello non mondiale ma universale, dei record di tutto il sistema solare», aggiunge Berlusconi.

Prescrizione evitata in modo artificioso
Per Berlusconi «già tre anni fa il processo sarebbe caduto in prescrizione, se nel febbraio 2008 la procura di Milano non si fosse inventata la stupefacente tesi che il reato di presunta corruzione non si perfeziona nel momento in cui il corrotto riceve i soldi dal corruttore, ma nel momento in cui comincia a spenderli! Cioé due anni dopo, proprio in tempo per far scattare in avanti i termini della prescrizione».

Mai conosciuto l'avvocato Mills
Per non pagare l`imposta del 50% al fisco inglese e per non dover dividere la restante somma con i suoi soci di studio, Mills - sostiene Berlusconi - si inventò la storia che quei seicentomila dollari non erano frutto di una attività professionale, ma di una donazione esente da tasse. Gli venne in mente il nome di un dirigente Fininvest con il quale aveva avuto rapporti in passato, Carlo Bernasconi. E si inventò che quei soldi erano una donazione di Bernasconi. Perché proprio di Bernasconi? Perché Bernasconi nel frattempo era morto. E perché Bernasconi gli avrebbe dato quei soldi? Per riconoscenza, perché Mills, due anni prima della pretesa donazione, sarebbe stato attento, rendendo due testimonianze processuali in Italia, a non penalizzare il gruppo Fininvest e Silvio Berlusconi».

Commenta la notizia