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Questo articolo è stato pubblicato il 25 febbraio 2012 alle ore 15:40.

Per rafforzare ulteriormente la lotta agli abusi sul fronte delle compensazioni dei crediti Iva, il decreto di semplificazione fiscale riduce da 10 a 5mila euro gli importi annui dei creditio Iva che i contribuenti possono chiedere di compensare con altri tributi. Modalità e termini del nuovo "tetto" verranno fissati da un provvedimento ad hoc dell'Agenzia delle Entrate: fino ad allora, resta valida la soglia attuale di 10mila euro, applicabile sia ai crediti annuali 2011 che a aquelli infrannuali 2012. Poiché la novità non è retroattiva, chi ha già compensato fino a 10mila euro non subirà nessuna penalizzazione. La novità interessa tutti i titolari di partita Iva.
Costi da reato, limitata l'indeducibilità
Soluzione a metà, quella ipotizzata dal decreto fiscale con riguardo al problema della deducibilità dalla base imponibile di costi e spese connessi ad atti e attività qualificabili come reati. Il decreto restrige infatti la deducibilità dai reati in genere a quelli «non colposi». Deducibili, invece, i costi generali, mentre il Fisco dovrà quantificare in modo specifico – a difeferenza di quanto avviene oggi – i soli costi «direttamente» riferibili alle azioni astrattamente delittuose: una motivazione incompleta o sommaria potrebbe infatti comportare l'invalidità degli atti impositivi successivi all'accertamento. La riformulazione dell'articolo 14 della legge 537/1993 – con l'introduzione della diretta riferibilità dei costi alle ipotesi delittuose - risponde in qualche modo ai dubbi di costituzionalità avanzati da più parti, ma conferma l'aspetto più critico della normativa: la semplice «qualificabilità» come delitto (e non la sua qualificazione come tale) della fattispecie per rendere applicabile la norma, senza alcun intervento del giudice competente. Una situazione che evidentemente incide sui diritti di difesa del contribuente e pone interrogativi sul rispetto della Costituzione.
La lista di chi "dimentica" lo scontrino
Tra le innovazioni introdotte del Dl fiscale, anche l'autorizzazione all'Agenzia delle Entrate di elaborare - nell'ambito della pianificazione della sua attività ordinaria - delle "liste selettive" con i nomi di quei contribuenti che siano stati ripetutamente segnalati (in forma non anonima) alla stessa Agenzia o alla Guardia di Finanza per mancata emissione della ricevuta fiscale o dello scontrino fiscale. In pratica, i recidivi, su cui procedere con controlli mirati. La novità è relativa: già oggi l'Amministrazione finanziaria può cocentrare l'attenzione su determinati contribuenti che si segnalino per irregolarità ripetute negli adempimenti fiscali. Le liste selettive rendono semplicemente più "istituzionale" questa attività.
Scritture contabili, stop agli estratti conto
Il decreto prevede inoltre la soppressione della norma che oggi da la possibilità, ai soggetti in contabilità semplificata ed ai lavoratori autonomi che effettuino operazioni con incassi e pagamenti interamente tracciabili, di sostituire la contabilità con gli estratti conto bancari. La novità segue all'introduzione, a partire dal 2013, del cosiddetto "regime premiale" disciplinato dall'articolo 10 del Dl 201/2011. Tale regime assicura, tra l'altro, semplificazione degli adempimenti e esclusione dagli accertamenti basati su presunzioni semplici e assistenza da parte dell'Amministrazione finanziria. L'accesso al regime è subordinato all'invio telematico di corrispettivi, gfatture emesse e ricevute, e all'attivazione di un conto corrente dedicato all'attività professionale eseercitata.
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