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Questo articolo è stato pubblicato il 25 febbraio 2012 alle ore 16:02.

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La sentenza di primo grado che intorno alle 15 di questo pomeriggio ha prosciolto per prescrizione del reato l'ex premier Silvio Berlusconi dall'accusa di corruzione in atti giudiziari è stata annunciata solo da pochi minuti dai giudici della decima sezione penale del Tribunale di Milano, quando iniziano a susseguirsi a ritmo frenetico le dichiarazioni sulla lettura politica da dare alle scelte dei giudici del "caso Mills".

Pier Luigi Bersani, segretario Pd

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Il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, considera oggi un po' più facile il dialogo con il Pdl in materia di giustizia, ma sottolinea che l'ostacolo causato dalle vicende giudiziarie di Silvio Berlusconi non è del tutto alle spalle. «Finché ci sono queste questioni ad personam è sempre complicato. Io non vedo l'ora - ha detto intervistato da Fabio Fazio a "Che tempo che fa" - che si possa parlare di giustizia per i cittadini. Finché parliamo di lui non riusciamo a parlare di noi e la cosa ce la siamo messa un po' alle spalle, ma evidentemente non del tutto». «Adesso in Parlamento c'è una nostra proposta - ha ricordato il numero uno del Pd - che fa sì che per i reati di corruzione si allunghino i tempi della prescrizione. Il ministro Severino ha detto che fra 15 giorni dirà la sua proposta. Io sono interessato a capire cosa farà adesso il Pdl».

Donatella Ferranti (Pd)
«A furia di leggi ad personam e di fantomatici legittimi impedimenti siamo al paradosso dell`esistenza di un corrotto senza corruttore». Sul fronte del Partito democratico, la prima reazione a caldo alla sentenza arriva arriva dalla capogruppo Pd in commissione Giustizia della Camera, Donatella Ferranti. Mi auguro però - conclude - «che la sentenza sia da stimolo per riformare il nostro sistema penale. La prescrizione di un reato di corruzione è sempre una sconfitta per lo Stato, chiunque sia l'imputato. Oggi lo Stato ha perso».

Maurizio Gasparri (Pdl)
Il presidente dei senatori Pdl punta invece il dito contro le toghe che insistono a «negare l'evidenza sulla prescrizione. Berlusconi, spiega, «è certamente anche innocente nel merito» delle vicende al centro del processo Mills. Quello che è grave, aggiunge, «è che ci siano magistrati che hanno negato l'evidenza. Questa gente deve essere allontanata dalla magistratura».

Gianfranco Rotondi (Pdl)
Membro dell'ufficio di presidenza Pdl, Rotondi è sicuro: «Berlusconi é lontano anni luce dalle accuse che sono state costruite ad arte per anni. Anche per ciò che concerne il processo Mills per il quale era giusta l'assoluzione nel merito come aveva chiesto la difesa». La scelta dei giudici, conclude, «riconcilia con un'idea della giustizia non di parte».

Antonio Di Pietro (Idv)
Per il leader dell'Italia dei Valori, «Ancora una volta la prescrizione salva Berlusconi dalle sue responsabilità. Resta, però, il fatto obiettivo che i giudici, anche in esito al dibattimento, non hanno potuto procedere all'assoluzione "per non aver commesso il fatto" perché, evidentemente, il fatto l'ha commesso eccome». Tra un rinvio e l'altro, conclude, «Berlusconi é riuscito a tirarla così alla lunga da scamparla».

Fabrizio Cicchitto (Pdl)
«Il collegio giudicante ha dovuto rispettare la legge, malgrado la sollecitazione del Pm, il ben noto De Pasquale, il quale ha cercato in ogni modo di ignorare i tempi della prescrizione che erano certi e ben precisi. È stata evitata la condanna di un innocente anche se in tutti questi anni Berlusconi è stato scientificamente attaccato sul piano giudiziario dai settori politicizzati della magistratura». Questo il commento del capogruppo Pdl alla Camera, Fabrizio Cicchitto.

Angelino Alfano (Pdl)
Il segretario del Pdl, sceglie Twitter per commentare la sentenza di oggi. «Finita la folle corsa del pm e il tentativo di taroccare il calcolo della di prescrizione pur di ottenere condanna, solo morale, di Berlusconi». Speriamo, conclude, «che i giudici di appello possano esaminare più serenamente ragioni difensive, mortificate per finire processo prima di prescrizione».

Rosy Bindi (Pd)
«Non si comprende la soddisfazione del Pdl per la sentenza , visto che Berlusconi non é stato assolto con formula piena e nel merito, come avevano auspicato i suoi avvocati, ma solo in virtù dell'intervenuta prescrizione. Altrettanto fuori luogo i toni da crociata contro i magistrati che hanno fatto solo il loro dovere, in un percorso a ostacoli sapientemente costruiti in questi anni con norme ad personam". A dirlo Rosy Bindi, vicepresidente della Camera e presidente dell'assemblea nazionale del Pd.

Ignazio Marino (Pd)
La sentenza di oggi – secondo il sentaore Pd Ignazio Marino - è solo l'epilogo del pessimo spettacolo cui abbiamo assistito negli ultimi anni: quello di un politico oggetto di un procedimento giudiziario che invece di rinunciare per correttezza all'incarico istituzionale lo usa per farsene uno scudo e difendere l'indifendibile. Inutile fare i paragoni con le democrazie degli altri paesi dove esponenti di governo hanno rassegnato le dimissioni per non aver pagato i contributi di un domestico, o perchè sorpresi a infrangere i limiti di velocità».

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