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Questo articolo è stato pubblicato il 25 febbraio 2012 alle ore 18:25.
Tra le principali novità del decreto fiscale, anche la semplificazione degli obblighi di comunicazione delle operazioni rilevanti a fini Iva meglio noto come "Spesometro". Al momento, l'obbligo di comunicazione telematica delle operazioni rilevanti è previsto solo per importi superiori ai 3mila euro, criterio introdotto nel 2011.
Per semplificare (e per venire incontro alla richiesta degli operatori, più in difficoltà a comunicare poche, specifiche operazioni piuttosto che tutte le operazioni resgistrate) il decreto prevede che a partire dal 1° gennaio 2012, gli operatori comunichino le operazioni Iva relative a tutte fatture emesse e ricevute. In pratica, un ritorno al vecchio elenco clienti e fornitori. Resta confermata la soglia dei 3.600 euro per le operazioni senza obbligo di fattura. Questo, per evitare che l'esercente debba identificare tutti i clienti che entrano nell'esercizio commerciale.
Più spazio alla buona fede del contribuente
Il decreto punta a dare maggiore spazio alla buona fede del contribuente che intende accedere a regimi fiscali speciali o usufruire di particolari benefici tributari dietro presentazione di una comunicazione o ad un adempimento formale. In pratica, il Dl esclude la decadenza dal beneficio per il contribuente che - pur avendo i requisiti dell'agevolazione - non abbia osservato tutti gli adempimenti del caso, permettendo la presentazione in ritardo della richiesta, salvo il pagamento di una sanzione di 258 euro, da effetuarsi con il modello F24, ma senza la possibilità di compensare con eventuali altri crediti.
Partite iva inattive, stop con comunicazione
Con riguardo alle partite Iva inattive, il decreto punta a ridurre i costi e contrastare il possibile contenzioso prevedendo l'invio automatizzato di una comunicazione ai titolari che, pur obbligati, non abbbiano presentato la dichiarazione di cessata attività, invitandoli al pagamento della relativa sanzione ridotta ad un terzo. Una volta ricevuta la comunicazione delle Entrate, il contribuente avrà la possibilità - entro i 30 giorni suiccessivi - di fornire elementi aggiuntivi a quelli desumibili dall'analisi delle informazioni presenti in anagrafe tributaria in modo che il Fisco non proceda alla cessazione d'ufficio della partita Iva. Cosa che invece avverrà per i soggetti che non forniranno motivazioni valide. Previste sanzioni da 516 a 2065 euro; cosi come all'iscrizione a ruolo a titolo definitivo delle somme dovute nel caso in cui il versamento non sia stato effettuato spontaneamente.
Elenchi black list, comunicazioni solo sopra i 500 euro
Quanto alle operazioni black-list, il decreto fiscale elimina gli adempimenti dichiarativi vendite-acquisti nei confronti di operatori con sede in Paesi a fiscalità privilegaita a condizione che l'importo sia inferiore ai 500 euro. In pratica, per le imprese che debbono osservare la disciplina black list delle persone fisiche e società controllate estere, viene introdotto l'obbligo di comunicare alle Entrate le cessioni di beni e delle prestazioni di servizi effettuate e ricevute con operatori residenti o domiciliati in Paesi a fiscalità privilegiata solo in caso di operazioni di importo superiore a 500 euro.
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