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Questo articolo è stato pubblicato il 25 febbraio 2012 alle ore 15:41.
Il decreto fiscale approvato dall'ultimo Consiglio dei ministri prevede la possibilità per il Fisco di promuovere l'accertamento induttivo nei confronti di quei contribuenti che non abbiano presentato i modelli per la comunicazione dei dati necessari ai fini dell'applicazione degli studi di settore. Stesso discorso per chi abbia mancato di indicare le cause di una eventuale esclusione o inapplicabilità degli studi non sussistenti, o segnali una infedele compilazione di quelli applicati che comportino una differenza superiore al 15% (in precedenza, 10%) o a 50mila euro tra ricavi stimati applicando gli studi in base ai dati corretti e quelli stimati in base ai dati indicati in dichiarazione.
Franchigia più alta
La "franchigia" del 15% non vale per l'omessa presentazione del modello o indicazione scorretta delle cause di esclusione, casi per i quali il Fisco può sempre avviare l'accertamento. La novità interessa, di fatto, tutti i contribuenti sottoposti agli studi di settore. Dal testo del decreto disponibile, emerge dunque una conferma delle sanzioni (accertamento induttivo "puro, quello che si basa su meri indizi, previsto di solito per violazioni tribuatrie più gravi) ma anche l'accoglimento di una richiesta pressante di molte associazioni di categoria, con la fissazione al 15% del del differenziale di tolleranza tra reddito dichiarato e quello derivante da Gerico.
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