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Questo articolo è stato pubblicato il 16 marzo 2012 alle ore 17:38.

Sergio Marchionne ha guadagnato l'anno scorso 17 milioni di euro, sfiorando il primato nella classifica europea dei manager dell'auto. L'amministratore delegato di Fiat spa ha incassato 2,45 milioni di stipendio nel 2011 più 12 milioni di fair value delle azioni gratuite maturate; altri 2,55 milioni gli sono arrivati in qualità di presidente di Fiat Industrial, la società di camion e trattori scoporata da Fiat all'inizio del 2011. Per il manager italo-canadese fanno dunque in totale circa 17 milioni di euro di cui 5 di stipendio; la somma dei due stipendi rappresenta un aumento consistente (+42%) rispetto ai circa 3,5 milioni incassati nel 2010.
Per fare un confronto Martin Winterkorn, numero uno del gruppo Volkswagen e manager più pagato in Germania, ha incassato 17,5 milioni (senza stock grant o opzioni ma con un robusto bonus legato ai risultati).
I numeri sono contenuti nelle "Relazioni Remunerazione" pubblicate da Fiat spa e da Fiat Industrial. I 2,45 milioni di Fiat spa per Marchionne non comprendono, come detto, il valore di stock option e stock grant; al presidente John Elkann (rappresentante della famiglia Agnelli maggiore azionista di Fiat) sono andati 1,344 milioni. Ancora una volta il compenso maggiore è andato al consigliere d'amministrazione e presidente di Ferrari Luca di Montezemolo, che ha incassato 5,552 milioni. Marchionne, dal canto suo, ha rinunciato al compenso 2011 della Chrysler, di cui è amministratore delegato.
Il report Fiat pubblicato ieri spiega anche la politica generale di remunerazione. Tra i principi elencati ce n'è uno che potrebbe applicarsi in futuro a un'eventuale fusione con Chrysler: «Su proposta del Comitato per la Remunerazione, il Consiglio può attribuire premi (agli amministratori esecutivi, ndr) in relazione alla conclusione di particolari operazioni ritenute di carattere eccezionale in termini strategici e di effetti sul Gruppo e/o la Società». Per quanto riguarda l'amministratore delegato Marchionne i criteri di remunerazione prevedono a) una componente fissa pari a «non più del 25-35% della retribuzione annua prevista»; b) un «incentivo annuo» legato al raggiungimento degli obiettivi; c) una «componente variabile annualizzata differita», sempre legata al raggiungimento di obiettivi, cui possono aggiungersi «speciali assegnazioni di strumenti finanziari con fini di retention» - ovvero alla sola condizione che l'amministratore delegato resti in azienda.
Lo stipendio annuo è stato finora la parte di gran lunga meno consistente dei compensi di Marchionne, rispetto a stock option (in passato) e ora stock grant (azioni gratuite). La relazione 2011 attribuisce un fair value (costo figurativo) di 12 milioni di euro per l'esercizio 2011 ai due stock grant del 2009 e del 2010 per complessivi 4 milioni di azioni di Fiat spa e altrettante di Fiat Industrial.
I due stock grant sono maturati all'approvazione dei bilanci 2011 e sono stati incassati da Marchionne il 3 febbraio scorso: a quella data le azioni ricevute dal manager valevano 50,6 milioni di euro (al lordo delle imposte). Pochi giorni dopo sia Fiat che Fiat Industrial hanno approvato nuovi piani di stock grant per gli anni fino al 2017. Al momento attuale i titoli che verranno attribuiti al manager entro quella data (se rimarrà in azienda e raggiungerà, per alcuni di essi, determinati obiettivi di performance) valgono altri 50 milioni di euro circa. Marchionne dispone poi ancora di due stock option su complessivi 16,92 milioni di azioni (sia Fiat che Fiat Industrial), che può già esercitare. A ieri, la plusvalenza teorica in caso di cessione dei titoli era di poco meno di 70 milioni di euro. Tirando le somme, tra il 2004 e il 2011 il manager ha ricevuto da Fiat 41 milioni di euro di compensi e 50,6 milioni in azioni; se si conta la plusvalenza sulle opzioni già esercitabili si arriva a oltre 160 milioni euro lordi, circa 20 milioni l'anno.
Oltre ai 17,5 milioni di Winterkorn, per ora l'altro compenso ufficializzato per il 2011 nel settore è quello di Norbert Reithofer, della Bmw: poco più di 6 milioni di euro. Nel 2010 Alan Mulally, della Ford, aveva superato i 20 milioni di euro (26,5 in dollari), Carlos Ghosn di Renault e Nissan era a 9,2 e Philippe Varin, della Peugeot, a 3,25. Un'altra caratteristica di Fiat è il fatto di essere, più di altre concorrenti, un one-man-show. Alla Volkswagen, per esempio, i sette membri del consiglio di direzione diversi dall'amministratore delelgato - tutti manager esecutivi - hanno compensi pari in media a poco meno del 50% di quello di Winterkorn; a Torino, fatta eccezione per Montezemolo, i 24 "dirigenti con responsabilità strategiche" hanno ricevuto circa 18 milioni di euro in tutto, ovvero in media 750mila euro a testa.
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