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Questo articolo è stato pubblicato il 19 marzo 2012 alle ore 06:37.
Selettivi. E «chirurgicamente» mirati a colpire le posizioni dei contribuenti più a rischio evasione. Così, dovranno essere, secondo le organizzazioni imprenditoriali e i professionisti, «gli specifici indicatori» di coerenza previsti dal Dl salva Italia (Dl 201/2011, articolo 10, comma 10), per i contribuenti soggetti agli studi di settore, da approvare entro il 30 aprile. Solo chi sarà «congruo» e in linea con questi nuovi indicatori, infatti, potrà usufruire del regime premiale sui controlli previsto dallo stesso Dl (si veda l'articolo sopra).
«Auspichiamo che questi nuovi indicatori siano selettivi, perché in teoria potrebbero essere applicati a tutti gli studi», spiega Claudio Carpentieri, responsabile dell'ufficio politiche fiscali della Cna. «E ci auguriamo – continua – che non riguardino gli studi di settore già revisionati nel 2011, in un percorso condiviso con le categorie produttive: sarebbe difficilmente giustificabile, infatti, la necessità di stabilire nuovi indicatori subito dopo aver validato, ai primi di aprile, gli studi revisionati». Lo stesso Carpentieri mette l'accento sul fatto che per la definizione dei nuovi indicatori non sia ancora partito un confronto fra l'amministrazione finanziaria e le organizzazioni di categoria. L'esigenza di un percorso condiviso è sottolineata anche da Antonio Vento, responsabile della fiscalità d'impresa di Confcommercio: «Del resto - spiega – gli interventi sugli studi di settore sono stati sempre condivisi. E per la definizione di questi nuovi indicatori serve la massima attenzione e cautela: anche un contribuente congruo rispetto agli studi, infatti, può non risultare coerente, per le modalità specifiche di svolgimento del suo lavoro. E potrebbe non beneficiare, dunque, del regime premiale».
Quanto agli altri strumenti che il fisco ha messo a disposizione delle imprese per far fronte alla crisi, come la maggiore flessibilità sulla rateizzazione dei debiti, il responsabile della fiscalità d'impresa di Confcommercio aggiunge: «È un aiuto, ma non sono queste le mosse che possono rilanciare l'economia: a questo sarebbe servita la restituzione a imprese e famiglie dei proventi della lotta all'evasione fiscale, e la previsione di norme che consentano di compensare i debiti fiscali con i crediti delle imprese nei confronti della pubblica amministrazione».
È dello stesso parere Andrea Trevisani, direttore politiche tributarie di Confartigianato: «Ben venga tutto ciò che rende la riscossione coattiva più in linea con la congiuntura. È chiaro che con una pressione fiscale al 45%, nessun intervento è sufficiente».
Per Paolo Moretti, del Consiglio nazionale dei dottori commercialisti ed esperti contabili, la norma del Dl salva-Italia sui nuovi indicatori di coerenza «non ha alcun margine di tolleranza su eventuali errori nella compilazione degli studi». Il regime premiale si applicherà infatti ai contribuenti che comunicano regolarmente i dati rilevanti per l'applicazione degli studi e indicano «fedelmente tutti i dati previsti». Un'impresa non facile, perché – spiega Muretti – «i dati richiesti sono complessi e non sempre rilevanti per definire ricavi e compensi di congruità. Proponiamo dunque all'amministrazione di prevedere che, in caso di errori che comportino scostamenti rispetto a ricavi e compensi non superiori al 10-15%, gli aspetti premiali possano essere riconosciuti ugualmente».
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