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Questo articolo è stato pubblicato il 31 marzo 2012 alle ore 18:13.

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Il Defexpò a New Delhi (Afp)Il Defexpò a New Delhi (Afp)

Il massiccio riarmo dell'India ha la sua vetrina a Defexpò, il salone biennale della Difesa che si tiene a Nuova Delhi dal 29 marzo al 1° aprile che quest'anno suggella il primato della potenza asiatica balzata in testa alla classifica mondiale dell'import di armi (circa il 10 per cento del mercato globale tra il 2007 e il 2011) "certificato" recentemente dallo Stockholm International Peace Research Institute (SIPRI).

Un giro d'affari che ha premiato soprattutto Mosca, fornitrice dell'82 per cento delle importazioni militari indiane comprendenti navi, aerei, carri armati ed armamenti in buona parte riprodotti in India determinando un'importante ricaduta di know-how sull'industria locale necessaria a invertire un trend che vede il 70 per cento degli equipaggiamenti delle forze armate indiane importati dall'estero.

La corsa al riarmo "è determinata dalle rivalità con India e Pakistan e dalle esigenze di sicurezza interna" sostiene Siemon Wezeman dello SIPRI Arms Transfers Programme. "Nuova Delhi chiede offset e trasferimento di tecnologie per potenziare la sua industria nazionale che i fornitori internazionali concedono per assicurarsi le commesse". Non è solo il caso dei russi, che venerdì a Defexpò hanno firmato contratti per 10,8 miliardi di dollari (come ha annunciato il vice direttore del Servizio federale di cooperazione militare di Mosca, Viaceslav Dzirkan) ma anche delle aziende occidentali. Dei 126 cacciabombardieri Rafale che l'India dovrebbe acquistare dalla Francia (contratto da 10 miliardi di dollari più altrettanti per il supporto) isolo una ventina verranno prodotti dagli stabilimenti della Dassault e gli altri in India.

La firma del contratto è prevista tra sei mesi secondo quanto dichiarato dal ministro della Difesa A.K. Antony salvo un ripensamento che potrebbe dare nuove speranze all'altro jet finalista nella gara, l'EF-2000 Typhoon realizzato dal consorzio europeo Eurofighter (italo-tedesco-spagnolo-britannico). Solo la società missilistica europea MBDA (italo-franco-britannica) ha in ballo 8 contratti miliardari con l'India uno dei quali firmato recentemente per la fornitura di 450 missili aria-aria Mica per 950 milioni di euro.

Anche gli Stati Uniti, già coinvolti nel programma nucleare civile di Nuova Delhi, stanno fornendo aerei da pattugliamento marittimo Poseidon cargo C-17, e armi per 8 miliardi di dollari.

Con la stagnazione del mercato europeo degli armamenti, colpito dai tagli ai bilanci nell'area Nato/Ue i programmi indiani che prevedono di investire 100 miliardi di dollari per ammodernare le forze armate, soprattutto Marina e Aeronautica, nei prossimi dieci anni costituiscono un forte richiamo per le 232 aziende straniere presenti a Defexpò.
Il bilancio della Difesa di Nuova Delhi ha registrato una crescita del 17 per cento quest'anno pari a 38,6 miliardi di dollari (il triplo dell'Italia) anche se gli analisti del Jane's Defence Weekly fanno notare che l'inflazione e il calo nel cambio rupia/dollari riducono il valore reale dell'incremento al 10/15 per cento. Una cifra certo lontana dai 106 miliardi di dollari del bilancio ufficiale della Difesa cinese (che in realtà supererebbe i 150 miliardi secondo il Pentagono) ma che conferma le ambizioni di potenza regionale di Nuova Delhi e la volontà di contrastare sul mare le capacità di Pechino. Le due potenze asiatiche perseguono del resto programmi simili che comprendono l'acquisizione di portaerei, sottomarini, cacciatorpediniere e fregate lanciamissili. Le maggiori risorse dedicate alla forze armate puntano anche a migliorare efficienza e addestramento le cui lacune sono particolarmente evidente in campo aeronautico dove le forze aeree indiane hanno da anni il primato mondiale del numero di incidenti: ben 10 elicotteri e 33 cacciabombardieri Mirage, Jaguar, Mig e Sukhoi perduti tra il 2008 e il 2011 in incidenti dovuti a errori umani o cause tecniche che hanno provocato la morte di 26 militari e 6 civili.

Nelle commesse militari all'India sono coinvolte anche le aziende italiane. Fincantieri ha consegnato una nave oceanografica e due da rifornimento e fornisce supporto e consulenza alla realizzazione della prima portaerei "made in India" in costruzione nel porto di Kochi che avrà un sistema propulsivo molto simile a quello imbarcato dall'italiana Cavour e imbarcherà radar ed elettronica forniti da aziende del gruppo Finmeccanica. Selex Sistemi Integrati ha da tempo contratti per i fornire equipaggiamenti e sistemi di comando e controllo alle fregate classe Godavari e Brahmaputra mentre AgustaWestland ha venduto 12 elicotteri EH-101 per il trasporto Vip del governo. In questi giorni Selex Galileo ha firmato un contratto da 25 milioni di euro per il supporto degli equipaggiamenti avionici per i velivoli imbarcarti della Marina e ha costituito una joint venture con Data Patterns Group, società elettronica indiana .

La vicenda dei due fucilieri di Marina prigionieri nel carcere indiano del Kerala non sembra influenzare il business delle forniture militari anche se il ministro della Difesa, Giampaolo di Paola, non ha visitato Defexpò pur recandosi in India il 29 e 30 marzo. Di Paola ha incontrato in carcere Salvatore Girone e Massimiliano Latorre e ha parlato della questione con l'omologo indiano A.K. Antony sottolineando la necessità di giungere in tempi rapidi alla liberazione dei due militari.
Il "boicottaggio" del salone della difesa da parte di Di Paola marca un atteggiamento opposto a quello del ministro degli Esteri, Giulio Terzi, che on rinunciò a recarsi a Nuova Delhi con una nutrita delegazione di aziende dieci giorni dopo il fermo di Latorre e Girone.

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